Con Sinner in campo, i tie-break non sono 50-50

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In occasione dell’intervista in campo dopo la vittoria contro Jan-Lennard Struff nei quarti di finale di Wimbledon, Jannik Sinner ha detto che il secondo set “sarebbe potuto finire in un altro modo“. Dopo aver annullato un set point, l’azzurro si è imposto al tie-break per 7-0, mettendo in discesa un match poi chiuso agevolmente del terzo. A proposito del tie-break, l’azzurro ha ricordato come sia “sempre una situazione 50-50“. Una frase che nasconde un fondo di verità per la maggior parte dei tennisti, ma non per lui. Anche se nella maggior parte dei casi il tie-break è una lotteria e spesso viene deciso da un paio di punti, quando uno dei due giocatori in campo è Sinner non è corretto parlare di 50-50. Lo dicono i numeri.

In carriera Jannik ha vinto ben oltre la metà dei tie-break giocati: 116-61 è il suo bilancio, ergo ne ha conquistati il 65,5%. Una percentuale superiore persino a un certo Novak Djokovic, di poco alle sue spalle con il 65,3% (record di 353-188). Un dato notevole eppure eclissato da un altro ancora più clamoroso. Considerando solo le ultime tre stagioni, dunque a partire dal 2024, Sinner ha vinto il 78,3% dei tie-break disputati. Ne ha giocati 69 e ne ha portati a casa ben 54, perdendone solo 15. Magari lui è davvero convinto che sia effettivamente una situazione 50-50; in realtà farebbe meglio a stare tranquillo considerando che ne vince oltre 3 su 4.

65,5%

La percentuale di tie-break vinti in carriera da Sinner (116 su 177 giocati).


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