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Flavio Cobolli è uno degli sportivi del momento. Lo era già prima della finale del Roland-Garros, ma inevitabilmente lo è diventato ancora di più dopo l’exploit nello Slam parigino. Proprio di recente ha rilasciato un’interessante intervista al canale YouTube di Pasta Felicia, brand di cui è ambassador. Si è parlato ovviamente di tennis, tuttavia tra i temi affrontati ci sono stati anche la Roma, il fantacalcio, i suoi gusti musicali e cinematografici e tanto altro ancora. Ne è emersa una piacevole chiacchierata in cui il pubblico ha potuto conoscere più a fondo il ragazzo Flavio piuttosto che il Cobolli tennista.
Il tatuaggio per il fantacalcio
Cobolli ha innanzitutto svelato di essersi tatuato il CAP di Fasano, paese in provincia di Brindisi. Il motivo? Poter fare un fantacalcio. “Un componente del mio team è di Fasano – dove tra l’altro ho iniziato a giocare a tennis perché mio padre giocava sempre l’Open lì – e fa un fantacalcio molto serio. Io sono malato di fantacalcio, ma non ne ho mai trovato uno così. Ho bisogno di serietà: non mi piacciono i partecipanti che non mettono la formazione o fanno scambi marci. Perciò l’ho pregato di farmi entrare, ma mi hanno detto di no perché non ero residente a Fasano“. Da qui la simpatica idea di tatuarsi il CAP.
A proposito di fantacalcio, la “malattia” di Flavio si tramuta anche nell’acquisto della maglietta di tutti i calciatori della sua rosa: “Ogni anno, appena finisco la squadra, mi compro tutte le maglie“. Uno sportivo del suo calibro potrebbe benissimo farsele regalare, ma lui preferisce comprarle: “Una volta una squadra ha trovato il mio nome e mi ha chiamato per chiedermi perché l’avessi acquistata“. L’azzurro ha poi aggiunto: “Mi è appena arrivata la maglia di Bernabé. Nel mercato di gennaio invece ho comprato Vitinha“.

Tra cinema e musica
“Sono un fanatico di Christian De Sica e Carlo Verdone. Solitamente guardo i loro film ai tornei, quando non sono da solo. Alla mia fidanzata invece non è che piacciano, perciò siamo più abituati a vedere film romantici“. Questa la risposta di Flavio quando gli è stato chiesto dei suoi gusti cinematografici. A livello di musica, invece: “Ne ascolto tanta. Prima di entrare in campo solo italiana e solo vecchia: mi piace ascoltare Venditti o Dalla. Degli artisti contemporanei invece mi piacciono Ultimo e Ollie“.
«Sono fissato con TonyPitony: per me è un genio e un idolo. Ho anche cercato la maschera»
E non solo: “Sono fissato con TonyPitony: per me è un genio, da tanti incompreso. Appena ho sentito una sua canzone due anni fa l’ho subito mandato a mia mamma. ‘Donne Ricche’ è una hit. È un idolo, ho anche cercato la maschera. Vorrei conoscerlo, sappiamo troppo poco di lui“. Poi un appello in camera: “Tony, io e te potremmo andare d’accordo“.
La passione per la Roma
Si è poi parlato dell’amore viscerale per i giallorossi: “Io e mio padre siamo abbonati in Curva Sud da quando sono bambino. È la nostra vera passione, più del tennis. Una delle cose più belle è stata vedere la Roma in finale di Conference League. Ho visto tutte le partite allo stadio tranne la finale. Ho rimediato l’anno dopo a Budapest: ci sono rimasto veramente male, ancora scotta per un tifoso. Spero che la Roma torni a essere quella di Totti“.
A proposito di Curva Sud, Flavio ha aggiunto: “Stare in piedi per tre ore è una cosa che mi rilassa molto. Quest’anno sono andato una volta in hospitality e per tre minuti ho dormito: m’è venuto sonno perché non sono abituato a stare seduto. Ho bisogno di stare in curva: anche se gli altri tifosi mi riconoscono non sono invasivi e rispettano molto la passione“. Infine, sui tatuaggi a tema Roma: “Il simbolo del lupo ce l’abbiamo tutti e tre: io, mio padre e mio fratello. Poi ho tatuata la frase della fascia da capitano di De Rossi (“Sei tu l’unica mia sposa, sei tu l’unico mio amor”) e poi ‘fino alla vittoria’, che è la coreografia che ho visto in Roma-Leicester, l’anno della Conference“.
«Ero allo stadio e avevo da poco perso in Australia. Appena mi ha visto, Totti ha detto: “Ao, quindi te sei cagato addosso?” Non mi aspettavo che mi riconoscesse»
L’incontro lampo con Totti
In conclusione, Cobolli ha rivelato un divertente aneddoto sul capitano Francesco Totti: “Non lo conosco così bene, ma è una delle persone che considero più vicine a Dio a Roma. Quella volta che sono andato in hospitality avevo da poco perso in Australia, dove avevo avuto problemi di stomaco. Totti era scortato da otto persone, ma appena mi ha visto ha detto ‘Ao, quindi te sei cagato addosso?’ e se n’è andato. Non mi aspettavo che mi riconoscesse“.
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