Chwalinska come Raducanu? Tra lei e il titolo a Parigi c’è solo Andreeva

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Che bello il tennis! E che bella la storia di Maja Chwalinska, che fino a due settimane fa era una ventiquattrenne proveniente da una cittadina a 15 chilometri da Katowice mai in grado di entrare in top 100, mentre da lunedì prossimo sarà la nuova numero 21 del ranking WTA. Ma soprattutto è la prima qualificata dell’Era Open a raggiungere la finale del Roland-Garros. Oltre che la seconda a livello Slam dopo Emma Raducanu, capace di vincere lo US Open 2021 facendo un percorso netto.

Sono ben nove le vittorie consecutive ottenute al Bois de Boulogne dall’ostica giocatrice mancina, che ha perso un solo set e si è scrollata di dosso l’etichetta di “amica di Swiatek che non è mai andata vicina a ottenere risultati neppure simili”. Invece a Parigi è stata lei a fare le veci di Iga – oltre all’amicizia sono accomunate dal preparatore atletico, Maciej Ryszczuk – e a regalare un risultato storico alla Polonia. Notevole la vittoria in semifinale ai danni di Diana Shnaider – giustiziera di Aryna Sabalenkaper 7-6 6-4 in poco più di due ore di gioco.

A contenderle il titolo troverà Mirra Andreeva, anche lei alla prima finale e anche lei dominante nel corso del torneo. Un solo set perso pure dalla numero 8 del mondo, che dopo un inizio non brillante ha inserito le marce alte. Nelle ultime quattro partite ha concesso alle avversarie rispettivamente 6, 5, 3 e 4 giochi e non ha accusato alcuna flessione neppure quando il livello delle rivali si è alzato. Ha prima liquidato in 56 minuti una giocatrice in forma come Sorana Cirstea e poi si è presa la rivincita su Marta Kostyuk – che l’aveva sconfitta in finale a Madrid – con un netto 6-1 6-3.

Se per Chwalinska potrebbe essere l’occasione della vita, per Andreeva tutto lascia invece pensare che sia la prima di tante finali. Sarà lei a scendere in campo con i favori del pronostico e, pur potendo fare affidamento su una coach di grande esperienza come Conchita Martinez, non sarà scontato riuscire a gestire la pressione dato che ha pur sempre 19 anni. Tra le due non ci sono precedenti. Appuntamento a sabato pomeriggio per una finale tutta da vivere in cui, a prescindere dal nome della vincitrice, si scriverà una nuova pagina della storia del tennis.


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