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E se vincere Wimbledon lo scorso anno fosse stato un male per Iga Swiatek? Può sembrare paradossale dato che il 99% dei giocatori firmerebbe per conquistare uno Slam anche a costo di non vincere più un match nel resto della propria carriera, eppure nel caso della polacca sorge più di un dubbio. Non è un segreto che dalla sconfitta in semifinale alle Olimpiadi di Parigi 2024 in poi non sia più stata la stessa giocatrice e che tennisticamente abbia fatto diversi passi indietro. Eppure la scorsa estate, d’improvviso, tutti i problemi sembravano spariti con il trionfo sui prati londinesi, seguito da quello nel WTA 1000 di Cincinnati, altro torneo in condizioni rapide e dunque sulla carta a lei sfavorevoli. Fatto sta che non c’è voluto molto prima che le difficoltà tornassero a galla e, dopo altri mesi con un rendimento appena sufficiente, è arrivata l’inevitabile separazione da coach Wim Fissette.
Il nuovo sodalizio con Francisco Roig (che inizialmente ha coinvolto anche Rafa Nadal) ha sicuramente portato entusiasmo e si sono visti anche dei miglioramenti. Tuttavia l’esperto allenatore spagnolo non ha la bacchetta magica e al Roland-Garros Swiatek ha subito una deludente sconfitta negli ottavi contro Marta Kostyuk. Di per sé ci può stare perdere contro una giocatrice come l’ucraina, che pur essendo stata tutt’altro che ingiocabile è ancora imbattuta quest’anno sul rosso, così come il punto non è che una sconfitta del genere sia arrivata negli ottavi. Il vero problema è l’andamento del match e come Iga abbia tutt’a un tratto gettato la spugna: dopo un primo set lottato, perso per 7-5, Swiatek è crollata e ha incassato un pesante 6-1, lasciando il campo a testa bassa proprio nel giorno del suo venticinquesimo compleanno.
“Ero molto tesa e il mio corpo non era in grado di eseguire le cose giuste. Fino al 5-4 mi sentivo a posto, poi ho iniziato ad accusare lo stress e mi sono irrigidita. Non è la prima volta, perciò devo lavorarci su. Potrebbe non bastare una settimana o un mese. Magari ci vorrà una stagione o più, ma devo credere di poter superare questa cosa e non farmi buttare giù così in fretta” ha dichiarato in conferenza stampa.
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I break consecutivi subiti da Iga Swiatek nell’ottavo contro Marta Kostyuk. Dopo aver tenuto i primi tre turni di servizio del match, il suo rendimento è improvvisamente crollato.
Per individuare ciò che non è ha funzionato nel suo gioco è sufficiente guardare le statistiche: la polacca ha perso il servizio per sei volte consecutive, tenendo la battuta per l’ultima volta nel sesto game del primo set. Inferiore al 50 la percentuale dei punti vinti sia con la prima sia con la seconda e ben cinque i doppi falli commessi. “Ancora non posiziono il gomito esattamente come voglio. Quando avremo più tempo per gli allenamenti, voglio ripetere il gesto centinaia di volte per migliorarlo” ha spiegato.
E per un colpo del genere l’allarme è rosso fuoco perché spesso è legato a una questione mentale. D’altronde il servizio, un po’ come il tiro libero nel basket, è l’unico colpo sul quale l’avversaria non ha alcuna influenza e dipende tutto da se stessi. “Se qualcosa si rompe sotto pressione, finisco per sbagliare tutto” ha aggiunto.
«Mi è stato più difficile controllare lo stress di quanto non fosse accaduto negli anni precedenti»
Ovviamente Iga non è la prima giocatrice – anche ad alti livelli – a trovarsi in una situazione simile, anzi in passato era già accaduto ad altri tennisti come Coco Gauff, Alexander Zverev o Aryna Sabalenka. Nel suo caso fa però più rumore per due motivi: innanzitutto la forza mentale è sempre stata una delle sue qualità principali e una delle chiavi del successo, e poi perché nel suo team figura – a differenza della maggior parte dei giocatori – una psicologa: Daria Abramowicz. Giudicare il lavoro altrui, peraltro senza conoscere le dinamiche interne, non sarebbe corretto. Tuttavia le dichiarazioni di Swiatek suscitano più di qualche perplessità. Ad esempio, dopo il ko con Kostyuk ha detto: “Mi è stato più difficile controllare lo stress di quanto non fosse accaduto negli anni precedenti“.

Si conferma dunque piena di alti e bassi la stagione della polacca, che ha raggiunto la prima e unica semifinale a Roma salvo poi vanificare quanto di buono mostrato già nel torneo seguente, appunto il Roland-Garros, con un’uscita prima dei quarti di finale che non le capitava dal 2019, anno del suo debutto al Bois de Boulogne. E il bilancio su terra rossa inizia a farsi preoccupante: il suo ultimo titolo risale al 2024, proprio nello Slam parigino. Da quel momento in poi – Giochi Olimpici compresi – non ha più giocato neanche una finale. E difficilmente tornerà a farlo con prestazioni come quella contro l’ucraina, in cui i vincenti (13) sono stati un terzo degli errori gratuiti (39).
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I punti conquistati nel 2026 da Iga Swiatek, solamente undicesima nella Race. Considerando che in passato la qualificazione alle WTA Finals passava soprattutto dalla stagione sul rosso (a eccezione dello scorso anno con l’exploit a Wimbledon), non è così scontato rivederla nell’evento di fine anno.
Allo stato attuale, la verità è che Swiatek non può più essere considerata una delle migliori giocatrici al mondo (al livello di Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina, s’intende). Non a caso nella Race è numero 11 e rischia seriamente di non qualificarsi alle WTA Finals. Sicuramente è presto per dirlo essendo la stagione al giro di boa, oltre al fatto che c’è da credere che prima o poi la cura Roig inizierà a sortire – almeno in parte – gli effetti sperati. Fatto sta che al momento Iga è una lontana parente di quella giocatrice che fino a pochi anni fa dominava il circuito e stabiliva il record di vittorie consecutive (37) nel ventunesimo secolo a livello femminile. Improvvisamente è come se tutte le certezze fossero venute a mancare: le giocatrici che sconfiggeva senza difficoltà hanno iniziato a batterla e lei non ha saputo reagire.

Dal Roland-Garros 2020 al Roland-Garros 2024
- Tornei disputati: 16
- Finali raggiunte: 11
- Tornei vinti: 10 (4 Roland-Garros, 3 Roma, 2 Stoccarda, 1 Madrid)
- Percentuale di vittorie: 93% (bilancio di 77-6)
Dalle Olimpiadi 2024 in poi
- Tornei disputati: 9
- Finali raggiunte: 0
- Tornei vinti: 0
- Percentuale di vittorie: 74% (bilancio di 25-9)
Così come è vero che vincere aiuta a vincere, allo stesso tempo smettere improvvisamente di farlo per una giocatrice abituata può comportare agitazione e sfiducia. Stesso discorso per la pressione: non è facile gestirla e tornare a vincere come tutti si aspettano. Dalla sua Swiatek ha l’età, avendo ancora oltre un decennio di carriera davanti a sé. È anche vero che il tempo rischia di diventare un nemico perché, nell’attesa che Iga risolva i suoi problemi, le altre giocatrici viaggiano spedite e continuano ad aumentare il gap che si è creato. E la prima a essere impaziente sembra proprio la polacca.
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