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Sono passati dieci anni, è cambiata la città, ma la terra rossa è rimasta la stessa. Era il 2016 quando la Polonia batteva in quel di Budapest gli Stati Uniti per conquistare la Fed Cup Junior. A ottenere il punto del decisivo 2-1 erano state Iga Swiatek e Maja Chwalinska, due grandi amiche nate a soli cinque mesi di distanza l’una dall’altra e che pochi mesi dopo avrebbero raggiunto proprio in doppio la finale dell’Australian Open junior.
A distanza di un decennio, in quel di Parigi, quelle due stesse ragazze si sono qualificate per gli ottavi del Roland-Garros (in singolare) e hanno scritto la storia del proprio paese, che per la prima volta può vantare due rappresentanti nella seconda settimana dello Slam parigino, di recente ribattezzato proprio Poland Garros in virtù del poker di trionfi di Iga.
Il cerchio sembra essersi finalmente chiuso, eppure nel corso di questi dieci anni ne sono successe eccome di cose; anzi, soprattutto per Chwalinska, non è stato affatto facile raggiungere un traguardo simile. Oltre alle tante rivali affrontate in campo, nel corso della sua giovane carriera ha infatti dovuto fare i conti con un’altra avversaria molto più ostile fuori dal campo: la depressione.
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— Roland-Garros (@rolandgarros) May 30, 2026
La lotta con la depressione
Una lotta iniziata poco dopo il compimento della maggiore età, verso la fine del 2019: “Per me è cominciato in campo. Una cosa che mi dava piacere è improvvisamente diventata fonte di sofferenza: associavo il tennis a pressione, stress, pianto. Con il tempo, questo si è riversato nella mia vita fuori dal campo: non avevo voglia di fare niente, non volevo nemmeno uscire di casa. Preferivo chiudermi in una stanza e non parlare con nessuno”.
“Ci sono stati momenti in cui il solo pensiero di scendere in campo mi uccideva. Forse un po’ mi ha aiutato la pausa per la pandemia, ma al ritorno in campo è ricominciato tutto da capo. E gli infortuni di certo non mi hanno aiutato – ha raccontato Chwalinska – Dopo Wimbledon 2021, ho deciso che se avessi continuato in quel modo non ce l’avrei fatta. Avevo bisogno di vivere una vita normale. Lo sport è pieno di sacrifici e non potevo continuare a fare tutto il giorno qualcosa che avevo smesso di amare”.
«Ho avuto pensieri oscuri, ma non voglio entrare nei dettagli. Anche solo la domanda ‘come stai?’ mi faceva venire le lacrime agli occhi»
E così, mentre la sua amica Swiatek trionfava a Parigi – peraltro dando grande importanza a un tema come la salute mentale per via dell’insolita presenza nel suo team di una psicologa, Daria Abramowicz – Maja battagliava con i suoi demoni, peraltro sentendosi dire che la sua tristezza derivava dalle aspettative e dai paragoni con l’exploit di Iga (“Ognuno può pensare ciò che vuole, ma non era così”).
“Non credo che si possa capire il significato della parola ‘depresso’ finché non lo si sperimenta in prima persona. Però non lo augurerei a nessuno. Non voglio entrare nei dettagli, ma ho avuto pensieri oscuri” ha aggiunto Chwalinska. Che fortunatamente ha sempre potuto contare sul sostegno dei cari e degli amici, ma che ha visto la luce in fondo al tunnel solamente dopo essersi rivolta a uno specialista. Quando finalmente ha iniziato a stare meglio e si è lasciata il peggio alle spalle, ha anche messo al corrente i suoi fan: “Ho aspettato due anni perché avevo paura di annunciarlo. Quando l’ho fatto, però, ho provato sollievo. L’ho nascosto perché non volevo parlare della mia vita. Anche solo la domanda ‘come stai?’ mi faceva venire le lacrime agli occhi”.

La rinascita
Il destino ha voluto che proprio il torneo di Wimbledon, l’ultimo che aveva disputato nel 2021 prima di una pausa di qualche mese, le regalasse la gioia più grande. Nel 2022 ha infatti superato le qualificazioni per poi battere al primo turno del main draw Katerina Siniakova, regalandosi così una serie di prime volte. Gli alti e bassi sono però continuati e solamente nel finale del 2024 si è definitivamente ritrovata, vincendo il WTA 125 sulla terra rossa di Florianopolis, in Brasile.
Le buone sensazioni se l’è portate nella nuova stagione, superando subito le qualificazioni dell’Australian Open e poi conquistando un altro torneo 125, a Montreux. Pur avendo continuato a flirtare con il debutto in top 100, tuttavia, le mancavano sempre una manciata di punti: non c’era però da preoccuparsi perché i risultati stavano arrivando. Nel 2026 ha prima raggiunto i quarti nel WTA 250 di Cluj-Napoca e ha poi trionfato nel WTA 125 di Oeiras. Si è dunque presentata in grande fiducia – ma pur sempre da numero 114 del mondo – a Parigi, dove le qualificazioni si sono rivelate una formalità tanto che le ha passate senza perdere set.
Il sogno parigino
Nel sorteggio non è stata particolarmente fortunata perché ha pescato subito Qinwen Zheng, che nel 2024 proprio sulla terra rossa del Bois de Boulgone aveva conquistato l’oro olimpico, e invece si è imposta per 6-4 6-0. Al secondo turno ha trovato sul suo cammino la ventitreesima testa di serie, Elise Mertens, ma non ha tremato: si è imposta con il medesimo punteggio, firmando così il primo successo in carriera contro una top 50.
E pensare che è anche alle prese con un infortunio agli adduttori, non a caso entrambe le coscie sono fasciate. Ha persino rivelato alla stampa polacca che in un qualsiasi altro torneo si sarebbe ritirata – “Ma se non rischi in uno Slam quando lo fai?” -, invece ha calato il tris superando pure un’ex semifinalista del torneo come Maria Sakkari, in rimonta per 1-6 6-3 6-2. Il debutto in top 100 se l’era già regalato grazie al successo ai danni di Mertens, mentre l’accesso agli ottavi le permetterà di stabilirsi addirittura tra le prime 80 del mondo. E in tutto ciò può (e deve) sognare ancora perché la sua prossima avversaria sarà la francese Diane Parry, numero 92 del mondo.

QUALIFICAZIONI
1T – 6-0 6-3 vs A. Rame
2T – 6-0 6-1 vs C. Monnet
3T – 7-6 7-5 vs S. Lamens
MAIN DRAW
1T – 6-4 6-0 vs Q. Zheng
2T – 6-4 6-0 vs E. Mertens
3T – 1-6 6-3 6-2 vs M. Sakkari
Iga Swiatek, amica e ispirazione
Nell’intervista post-match, Chwalinska ha faticato a esprimere a parole le sue sensazioni: “Penso di non sapere nemmeno cosa stia succedendo, a dire il vero. Sono ancora sopraffatta dall’emozione“. E quando le è stato chiesto se fosse pronta a prolungare il suo soggiorno parigino, essendosi qualificata per la seconda settimana – che di fatto per lei è la terza -, ha scherzato: “Spero che ci sia qualche posto gratis perché non so se ho abbastanza soldi. È vero che ho guadagnato un sacco (285 mila euro, oltre un terzo dei guadagni totali in carriera), ma il montepremi non viene accreditato sul conto subito. Pregate per me”. Infine, sull’amicizia con Swiatek: “La conosco da quando avevamo dieci anni. È una grande campionessa e una grande ispirazione per tutti noi in Polonia“. E anche se Maja è lontana dai suoi traguardi, nel frattempo condivide con lei un pezzetto di storia: insieme ad Agnieszka Radwanska sono infatti le uniche tre giocatrici polacche in grado di raggiungere gli ottavi al Roland-Garros nell’Era Open.

Come gioca Maja Chwalinska?
Mancina, la ventiquattrenne di Dąbrowa Górnicza non ha un tennis particolarmente stiloso – la prima cosa che balza all’occhio è con quanto margine colpisca sopra la rete al punto che si potrebbe parlare di moonballing. – ma molto efficace. Essendo alta solamente 164 centimetri, non riesce a generare particolare potenza con i suoi colpi, tuttavia vanta un buon dritto, si muove alla grande e se la cava decisamente bene con lo slice, che sulla terra battuta è doppiamente efficace e crea grosse difficoltà alle avversarie. Lo dimostrano i tantissimi errori gratuiti commessi dalle sue rivali (43 Sakkari, 41 Mertens e 32 Zheng).
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