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Rovinare un match epico con delle dichiarazioni fuori luogo: fatto. Daniel Vallejo è stato protagonista di un’incredibile battaglia sul Suzanne-Lenglen contro il diciassettenne Moise Kouame, venendo sconfitto dopo cinque ore per 6-3 7-5 3-6 2-6 7-6(8) dopo aver anche servito per il match nel quinto set. Un risultato viziato – come riconosciuto da entrambi i giocatori – in gran parte dal pubblico, che ha aiutato il giovane francese probabilmente anche oltre i limiti del consentito. “Senza di voi non avrei mai vinto” ha dichiarato nell’intervista post-match Kouame. Sulla stessa lunghezza d’onda il paraguaiano: “Se avessimo giocato in una qualsiasi altra città avrei vinto al 100%”. Il rammarico di Vallejo tuttavia non è solo per il comportamento degli spettatori, ma anche dell’arbitro, a suo dire troppo permissiva. Un punto di vista legittimo, se non fosse che il modo in cui lo ha espresso lo ha fatto passare dalla parte del torto.
«Questo genere di partite deve essere arbitrato da un uomo perché si tratta di un pubblico molto esigente e c’è bisogno di molta forza per andarvi contro. Per una donna è davvero difficile»
“Questo genere di partite deve essere arbitrato da un uomo. Per una donna è davvero difficile farlo” ha detto ai microfoni di CLAY, affermando che la brasiliana Ana Carvalho non fosse la persona adatta per il ruolo. Per poi ribadire: “Deve essere un uomo a sedere sulla sedia perché si tratta di un pubblico molto esigente e c’è bisogno di molta forza per andarvi contro. Capisco che stiano sostenendo il proprio connazionale, ma gli spettatori sono stati fuori luogo. Tuttavia ero preparato e non mi hanno dato fastidio; piuttosto hanno dato forza al mio avversario”.

La giudice di sedia brasiliana Ana Carvalho aiuta il francese Moise Kouame ad alzarsi dopo una caduta in campo
Da cosa nascono dunque le sue lamentele? Dal mancato intervento dell’arbitro: “Penso che Kouame si sia preso troppo tempo in molte occasioni, sdraiandosi per terra o temporeggiando. E non è normale che il pubblico urli per un minuto intero senza che succeda nulla. In una partita in cui l’aspetto fisico conta così tanto, se dai a un giocatore molto tempo, ovviamente ne approfitterà. La verità è che è difficile anche per un arbitro gestire una situazione del genere“.
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L’articolo Vallejo, ma che dici? “Una donna non può arbitrare certi match, serve un uomo per gestire il pubblico” proviene da Tennis Magazine Italia.
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