Il Roland-Garros sta proteggendo Sinner dal caldo con una programmazione ad hoc?

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Quando non c’è niente da dire su ciò che accade sul campo, dato che Jannik Sinner batte tutti i suoi avversari con grande facilità e senza che il match sia (quasi) mai in discussione, inevitabilmente si finisce a parlare di quello che si verifica fuori dal campo. Nel caso del Roland-Garros, a finire sotto la lente d’ingrandimento è stata la programmazione dei primi due turni, che secondo alcuni avrebbe favorito Sinner. Inizialmente tale tesi è rimasta confinata alla bolla social, ma poi le ha dedicato un articolo il noto giornalista Ben Rothenberg ed è diventato un argomento molto più dibattuto. In realtà è una polemica che non ha senso di esistere proprio perché è sempre esistita, seppur con protagonisti diversi da Sinner (su tutti i Big Three), ma vale comunque la pena fare chiarezza – si spera – una volta per tutte.

Prima di entrare nel dettaglio bisogna dare un po’ di contesto. In questi giorni a Parigi si sta verificando un caldo record – che ha causato persino diversi morti – e di conseguenza anche il Roland-Garros è interessato da queste condizioni estreme. Non è un caso che nei primi turni ci siano stati molteplici ritiri e che svariati giocatori hanno accusato severamente il caldo, persino coloro che poi hanno vinto il proprio match come Casper Ruud o Jakub Mensik, crollato a terra in preda ai crampi dopo il match point. La situazione interessa particolarmente da vicino Sinner, che in passato ha dimostrato di soffrire particolarmente il caldo e non ama giocare in quelle condizioni. L’episodio più recente si è verificato proprio nel primo Slam dell’anno, l’Australian Open, nel match di terzo turno contro Eliot Spizzirri, quando è stato salvato solo dalla Heat Policy – è bene ricordare che è stata attivata in automatico, in base a criteri stabiliti in precedenza – e dalla conseguente chiusura del tutto.

Specialmente in una stagione in cui Sinner è apparso imbattibile – e da Indian Wells in poi lo è stato davvero – e con un tabellone che non sembra presentare insidie, l’unica trappola all’orizzonte potrebbe essere proprio il caldo. Ergo la programmazione dei suoi match ha attirato più attenzione del solito e, come spesso accade, non sono mancate le polemiche. Il suo debutto contro Clement Tabur è avvenuto in sessione serale, dove la temperatura è comunque elevata ma quantomeno non c’è il sole: qualche protesta c’è stata ma piuttosto timida dato che prima o poi tutti i big inevitabilmente finiscono per giocare almeno una volta di sera.

Diverso il caso per quanto riguarda il suo match di secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo, in programma sempre sullo Chatrier ma a un orario insolito come le 12. Si tratta del primo incontro di giornata su quel campo in quello che storicamente è lo slot orario più “scomodo” sia per gli spettatori sugli spalti che per le televisioni. A tal proposito, Rothenberg ha sottolineato come stoni che sia stato dedicato proprio al match più atteso di giornata, quello del numero uno al mondo. Tanto più ricordando che non accadeva dal 2023 che un incontro maschile venisse programmato in apertura di giornata sullo Chatrier: anche in quel caso era protagonista un italiano, Giulio Zeppieri, sconfitto da Casper Ruud. Il giornalista americano ha poi postato un’immagine delle previsioni meteo, che mostrano come si passi dai 28 gradi delle ore 12 ai 33 delle ore 15, con la temperatura destinata progressivamente ad aumentare.

I numeri non mentono, tuttavia si tratta di speculazioni fini a se stesse. Innanzitutto non si può parlare di decisione controversa perché da sempre i migliori giocatori hanno la priorità nella programmazione delle partite e, nei limiti del possibile, i tornei cercano di accogliere le loro richieste. È successo negli ultimi decenni, soprattutto con Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic (ma anche con Andy Murray a Wimbledon, gli americani a Flushing Meadows e così via), e succede ancora. Proprio nella giornata di mercoledì, Nicolas Mahut – ex giocatore attualmente impegnato come commentatore per France TV – ha rivelato che Nole ha richiesto e ottenuto di giocare in sessione diurna perché al termine del match precedente contro Giovanni Mpetshi Perricard aveva avuto difficoltà a dormire e voleva evitare di andare nuovamente a letto tardi. Si può discutere se ciò sia giusto o meno, ma non è corretto sostenere che si tratti di un’agevolazione pensata apposta per Sinner.

«Se avessimo voluto evitare il sole avremmo chiesto la sessione serale o il primo match sul Lenglen. Sapevamo che probabilmente Jannik sarebbe stato programmato come primo o secondo incontro sullo Chatrier, quindi nessun problema» (Darren Cahill)

Avere la possibilità di influenzare – e non decidere, badate bene – la programmazione fa semplicemente parte dei privilegi che i migliori giocatori al mondo si sono guadagnati. E che trova terreno fertile nelle decisioni dei tornei, i quali fanno tutto il possibile per tutelare i propri interessi e salvaguardare i propri investimenti. Non è un segreto che un’eliminazione prematura di giocatori come Sinner farebbe calare il numero di biglietti venduti, gli ascolti televisivi e comporterebbe un’altra serie di svantaggi. Motivo per cui gli organizzatori del torneo fanno tutto il possibile per accontentarli. Inoltre, secondo quanto dichiarato da Darren Cahill a TNT Sports, non sembrerebbe neanche essere il caso di Jannik e del match contro Cerundolo.

Se avessimo voluto evitare il sole avremmo chiesto la sessione serale o il primo match sul Lenglen. Sapevamo che dopo aver giocato di sera probabilmente Jannik sarebbe stato programmato come primo o secondo incontro sullo Chatrier: per noi non faceva differenza, quindi nessun problema”. Detto ciò, magari in un mondo ideale non sarebbero privilegiati i big, ma se lo scorso anno si è concretizzata l’epica finale Sinner-Alcaraz che tutti hanno apprezzato, in parte è anche per queste piccole accortezze. Un conto è sperare che gli avversari riescano a dare del filo da torcere a Sinner – un pensiero del tutto legittimo per gli spettatori neutrali -, un altro è invece sperare che perda e dare la colpa alla programmazione se ciò non accade. Allora facciamolo giocare in un forno a microonde oppure spostiamo il Roland-Garros nel deserto del Sahara…


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