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Fortuna, coincidenza, karma: scegliete il termine che preferite. Fatto sta che Marco Trungelliti, già protagonista di una delle storie più belle del 2026 con il debutto in top 100 a 36 anni, avrebbe dovuto sfidare Karen Khachanov al secondo turno del Roland-Garros sul Campo 14. Invece Alexander Blockx è stato vittima di uno sfortunato infortunio in allenamento, facendosi male alla caviglia a causa dei teloni presenti a fondo campo, e per lui si sono spalancate le porte del Suzanne-Lenglen, il secondo campo per importanza.
Dopo due set equilibrati (il primo perso al tie-break, il secondo vinto 7-5), l’argentino è crollato e in un batter d’occhio si è ritrovato sotto 6-1 4-0, a un passo dalla sconfitta. I bambini a caccia di autografi si stavano già avvicinando alle prime file, invece è successo l’impensabile. Trungelliti è improvvisamente rinato, riuscendo lentamente a scalare la montagna: ha prima recuperato un break di svantaggio per poi annullare un match point sul 3-5 e un altro sul 4-5, ristabilendo la parità. Ma l’andamento della partita si può tranquillamente controllare su una qualsiasi app di risultati: ciò che è incredibile è come è maturato tutto questo.
Consapevole di essere prossimo alla sconfitta, è come se da un momento all’altro Trungelliti – il cui linguaggio del corpo lasciava spazio a poche interpretazioni – si fosse improvvisamente ricordato di non avere nulla da perdere e che tanto valeva godersi l’atmosfera di un contesto per lui inusuale. Dunque non solo ha lasciato andare il braccio iniziando a giocare in maniera più sciolta, ma ha anche dato vita a un inaspettato show, chiamando a raccolta il pubblico del Lenglen a più riprese.
Per un giocatore come lui che ha trascorso gran parte della carriera a battagliare nei tornei Challenger di fronte a folle decisamente meno numerose, ritrovarsi in un contesto del genere è stato come per un bambino trovarsi nel paese dei balocchi. E allora ha abbracciato un giudice di linea dopo che questi lo aveva involontariamente disturbato, si è fatto il segno della croce prima di giocare l’ennesima palla break e soprattutto si è gettato come un kamikaze verso Khachanov in occasione di uno smash a campo aperto sul match point. Ed è persino riuscito nel suo intento, prolungando la propria permanenza in campo, dato che il russo ha commesso un errore clamoroso.
Trungelliti is not done yet, saves match point and breaks Khachanov
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— Roland-Garros (@rolandgarros) May 27, 2026
Alla fine Khachanov è riuscito comunque a prevalere al tie-break dopo 3 ore e 45 minuti, ma per uno spettatore che avesse acceso la tv dopo il match point sarebbe stato difficile capire chi fosse il vincitore. Innanzitutto Trungelliti e Khachanov sono stati protagonisti di uno splendido abbraccio a rete, caratterizzato dalla rispettiva gratitudine di aver avuto la possibilità di giocare un match simile.
Poi l’argentino si è trattenuto a firmare molti autografi (non succede spesso, tanto meno in seguito a una sconfitta maturata dopo quasi quattro ore) e ha voluto assaporare l’atmosfera del Lenglen fino all’ultimo, ricevendo una meritata standing ovation nel momento di lasciare il campo. Per alcuni giocatori la felicità assomiglia alla vittoria di uno Slam; per altri, come Trungelliti, si cela invece in momenti all’apparenza ordinari come un secondo turno Slam. Guardando però il percorso, ci si rende presto conto che di ordinario non c’è in realtà proprio nulla.
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