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Da una vittoria in quattro set a un’altra vittoria in quattro set. Sono passati cinque anni dalla sua ultima partecipazione al Roland-Garros, ma il debutto di Matteo Berrettini è ancora vincente. In quel caso l’avversario fu il giapponese Taro Daniel mentre in quest’edizione è stato l’ungherese Marton Fucsovics, battuto per 6-7 7-5 6-1 6-2 dopo una battaglia di tre ore e 12 minuti. L’azzurro, che non prendeva parte allo Slam parigino dal lontano 2021 – quando si spinse fino ai quarti arrendendosi a Novak Djokovic -, ha ottenuto un successo tanto importante quanto affatto scontato.
Non per il blasone dell’avversario, che pur essendo numero 65 del mondo non vince un match dal Miami Open e ha subito solo sconfitte in questa stagione sul rosso, bensì per le difficili condizioni di gioco. A Parigi c’era infatti un caldo estremo e a più riprese i giocatori hanno dato l’impressione di boccheggiare. Il più bravo dei due a gestire la situazione è stato proprio il trentenne romano, che si è regalato l’accesso al secondo turno, dove troverà il beniamino di casa Arthur Rinderknech, ventiduesima testa di serie. L’unico precedente non evoca ricordi piacevoli a Berrettini, costretto a ritirarsi – e a lasciare il campo in sedia a rotelle – allo US Open 2023.
Quattordici ace, l’80% di punti vinti con la prima e un solo turno di servizio perso (ma quando era avanti di due break nel quarto set) per un solido Berrettini, il quale ha inoltre beneficiato di ben undici doppi falli dell’avversario. Il match ha avuto due facce: nei primi due set c’è stato grande equilibrio e a Matteo va dato il merito di aver annullato tre palle break nel lungo game inaugurale del secondo set, tanto più essendo reduce da un tie-break perso nettamente (7-2).
L’inatteso break a zero subito da Fucsovics nel dodicesimo game è invece risultato più influente di quanto si potesse pensare. L’ungherese è infatti crollato – complici le due opportunità di contro break cancellate da Berrettini in avvio di terza frazione – e ha spianato all’avversario la strada per il passaggio del turno. A eccezione del piccolo passaggio a vuoto nel quarto (avanti 3-0, ha perso la battuta a zero), l’italiano si è confermato superiore e, senza particolari patemi, ha scritto la parola fine all’incontro.
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