Un Roland-Garros senza Alcaraz spaventa le tv francesi: “E’ molto più amato di Sinner, si sentirà la mancanza”

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Quanto pesa l’assenza di Carlos Alcaraz per un torneo come il Roland-Garros? Sicuramente non poco, considerando che si tratta del due volte campione in carica e che lo scorso anno ha dato vita insieme a Jannik Sinner a un’epica finale di 5 ore e 29 minuti, tra le più entusiasmanti del ventunesimo secolo. “È doloroso e molto triste per il tennis. Il nostro sport ha bisogno di Carlos” ha dichiarato in conferenza stampa proprio l’azzurro, genuinamente dispiaciuto nonostante le sue probabilità di vittoria siano molto più elevate. Chi invece ha accusato il colpo maggiormente è il pubblico, insieme agli organizzatori del torneo e soprattutto le emittenti (in particolare quelle francesi, ancora di più dopo il ritiro di Arthur Fils) che hanno acquisito i diritti tv.

“In meno di quattro anni […] lo spagnolo ha creato una “dipendenza Alcaraz” nel circuito maschile, accelerata dai ritiri di Roger Federer e Rafael Nadal e dall’allontanamento dalle luci dei riflettori di Novak Djokovic. Tanto che a Madrid, come ieri a Roma, oggi al Roland Garros e domani a Wimbledon, un intero ecosistema, di cui lui è diventato la spina dorsale, è sull’orlo del collasso” scrive L’Equipe.

10%

La percentuale – arrotondata per eccesso – del contributo di Carlos Alcaraz alle visualizzazioni totali della scorsa edizione del Roland Garros su France.tv. I match dello spagnolo hanno totalizzato tra 7 e 8 milioni (di cui 2 solo la finale con Jannik Sinner) a fronte degli 80 milioni complessivi

Numeri alla mano, nella scorsa edizione le sette partite di main draw disputate da Alcaraz hanno totalizzato tra i 7 e gli 8 milioni di visualizzazioni, pari a quasi il 10% del pubblico totale (80 milioni) sulla piattaforma France.tv e le sue affiliate. Merito soprattutto della finale con un picco di quasi 2 milioni di visualizzazioni video. Ovviamente sarebbe sbagliato attribuire il merito esclusivamente ad Alcaraz: se l’atto conclusivo ha raggiunto un picco di 9 milioni di telespettatori su France 3 era anche perché dall’altra parte della rete c’era un rivale come Jannik Sinner. Fatto sta che, diversamente da come accadeva con i Big Three (e il discorso si potrebbe estendere ai Fab Four) – quando se uno di loro si ritirava, ce n’erano almeno altri due pronti a battagliare -, quando a regolare le leggi del mercato è un duopolio e uno dei due protagonisti manca il peso specifico è ben diverso.

«Sinner a livello emotivo non comunica molto: è una sorta di Borg moderno che proietta un’immagine fredda. Alcaraz è molto più amato dai tifosi»

Possiamo constatare che Alcaraz è molto più amato dai tifosi rispetto a Sinner. Jannik è una sorta di Borg degli anni 2020 che proietta un’immagine fredda e da macchina da guerra. Pur essendo incredibilmente costante ed efficiente, a livello emotivo non comunica molto” ha spiegato Nicolas Vinoy, vicedirettore sportivo di France Télévisions, portando all’estremo e forse un po’ oltre la definizione di “robot” che lo stesso Sinner ha dichiarato di gradire. Per noi commentatori, l’assenza di Alcaraz si fa sentire parecchio – ha invece detto Bertrand Milliard, commentatore di EurosportQuando due giocatori dominano, il circuito diventa interessante quasi esclusivamente per la loro rivalità“.

Che siano le televisioni a essere più colpite dall’assenza dello spagnolo lo ha confermato Gérard Tsobanian, direttore del torneo di Madrid. La mancanza di Carlos Alcaraz nelle ultime due edizioni non è passata inosservata, anche se i danni sono stati contenuti: “Abbiamo venduto oltre il 98% dei biglietti e il 100% dei palchi VIP con lunghe lista d’attesa per le aziende che vogliono acquistarne uno, quindi l’impatto negativo non è stato eccessivo. Ovviamente gli ascolti televisivi sono stati più bassi in Spagna, ma il torneo viene trasmesso in oltre 180 paesi e i numeri che aumentano in altri mercati – a seconda dei giocatori che arrivano in fondo – compensano”.

Infine gli sponsor: è un dato di fatto che la mancanza di Alcaraz abbia delle conseguenze a livello commerciale vista la sua grande influenza, anche a livello economico, specialmente in una vetrina come i tornei dello Slam. Ovviamente la priorità resta la sua salute, tuttavia sarebbe un duro colpo per l’intero sport se la terapia conservativa non funzionasse e lo spagnolo decidesse – come si vocifera – di operarsi al polso mettendo anzitempo fine al suo 2026.


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