Option:
Adriano Panatta e Jannik Sinner abbracciati sul centrale del Foro Italico è un’immagine che resterà un simbolo nella storia dello sport italiano, ma gli Internazionali hanno regalato anche tanto altro. Tra promossi e bocciati.
VOTO 10 senza lode: Jannik Sinner
La lode non è stata assegnata solo perché ha il difetto di esprimere una supremazia così evidente da togliere un ingrediente fondamentale dello sport: l’imprevedibilità del risultato. Senza Alcaraz tra le scatole, il suo successo è quotato come una tempesta di sabbia nel deserto. Non lascia nemmeno la speranza, è un boa che ti strozza. A Roland-Garros sarà anche peggio (per gli altri) perché il best of five aggiunge ulteriore margine. Il suo tennis non è effervescente come quello di Alcaraz, però piace ai praticanti che capiscono le traiettorie, apprezzano la decontrazione dei gesti e l’accuratezza delle scelte. Comprendere la bellezza di Alcaraz è facile, per quella di Sinner serve una maggior competenza tecnica. Se poi volete capire come Sinner sta migliorando l’Italia, allora c’è Gonzo Tennis.
VOTO 10: Adriano Panatta
Ha risposto alle stesse domande per decine di giorni e finalmente Sinner gli ha tolto la scocciatura di doverlo fare ancora. Ascoltare Adriano Panatta è sempre un piacere, per il suo realismo e quell’aria distaccata. Anni fa abbiamo ripercorso in un’intervista il suo strepitoso 1976 e già allora mi disse: “Non so dove sia il trofeo di Roland-Garros, pensavo fosse in un solaio ma non si trova. Oh, non è che ho bisogno di guardare la coppa per ricordarmi che ho vinto Parigi!”. Di questi giorni mi ha invece colpito un’altra affermazione: “Come ho festeggiato la vittoria a Parigi? Mah, niente di che, non ero nemmeno l’uomo più felice del mondo. Dopo quel successo mi ha assalito la malinconia. Non saprei spiegare cosa succede in quei momenti”.
VOTO 10: Simone Bolelli (e Andrea Vavassori)
A 40 anni ha vinto Roma ma ha perso il padre, poche settimane fa. Commovente quando non è riuscito nemmeno a nominarlo durante la premiazione perché sarebbe stato sopraffatto dall’emozione. Ema chissà i pensieri quando l’amico Vavassori ha ringraziato il suo per questo percorso. Tecnicamente parlando, Bolelli è un’altra categoria rispetto ai doppisti, in una specialità che sta però continua a perdere appeal, anche per la scarnificazione degli scambi che lo rende meno spettacolare di un tempo.
VOTO 9: Luciano Darderi
È il Rocky Balboa del tennis: nei primi due round lo dai per spacciato, all’undicesimo diventa favorito anche contro Zverev. È l’elogio della fatica e della sofferenza, tipica degli emigrati, abituati a conquistarsi la fortuna. Inquina le partite, le sporca e le trascina in un contesto dove non conta più solo il tennis e anche questa è una grande qualità: “Non sono bello stilisticamente – ci aveva detto alla viglia del torneo –, anch’io preferisco veder giocare Musetti. Però ho un altro talento: quello di lottare e tirare forte”. Si allenava lanciando mattoni, ora si gode la poltrona di sedicesimo miglior giocatore del mondo.
VOTO 9: Casper Ruud
Ogni anno si pensa che sia l’ultimo a certi livelli, ma sulla terra è ancora un fattore. Per fare match pari con Sinner avrebbe dovuto scoprirsi ambidestro e tirare due dritti. In ogni caso, finisse ora la stagione, sarebbe alle Finals. Bello il tributo del pubblico durante la premiazione.
VOTO 8,5: i numeri degli Internazionali
Il totale dei paganti è passato da 399mila a 417mila con un quarto di presenze internazionali. Nel 2028, con l’ampliamento delle tribune del campo centrale a 12.500 posti, la proiezione è di almeno 35mila spettatori in più. Il centrale di Roma rimarrà meno capiente a livello Masters 1000 solo rispetto a Indian Wells, Miami, Shanghai e Parigi, che col nuovo impianto ha stabilito il record con 17.500.
VOTO 8: Monte-Carlo…
Il torneo del Principato è stata la chiara dimostrazione di come i Masters 1000 di una settimana siano decisamente più attraenti. Il programma più denso è manna per gli appassionati e le giornate di giovedì e venerdì rimangono le più ricche del calendario. L’allungamento a 12 giorni non piace a nessuno, a partire dai top players, ma la necessità di maggiori fatturati l’ha imposta.
VOTO 8: Elina Svitolina
La signora Monfils ha vinto per la terza volta a Roma, a otto anni di distanza. Non appaga gli occhi degli appassionati come il tennis di una Justine Henin o Ash Barty, ma è un bell’esempio di sacrificio e abnegazione. Certo, se dopo anni di esilio dalla top 10 e una maternità, torni a essere la terza miglior giocatrice della stagione, fa pensare che la concorrenza non sia spietata.
VOTO 8: Daniil Medvedev
In parte vale lo stesso discorso fatto per Svitolina: non ha mai amato la terra rossa, un mese fa ha preso un doppio bagel da Berrettini, a Roma è stato l’unico avversario serio per Sinner. Vuol dire che il resto del branco non è così pericoloso.
VOTO 7,5: Martín Landaluce
Commentato al Challenger di Monza, non mi aveva sorpreso la sua sconfitta con Pellegrino nelle qualificazioni: giocava sul rosso come si trovasse sul cemento, senza aprire angoli, andando dritto per dritto. È stato il più fortunato dei perdenti nelle quali: ripescato, ha preso lo spazio di una testa di serie ed è arrivato nei quarti senza incontrare grandi ostacoli. Però il primo set contro Medvedev è stato tra i migliori del torneo. Gioca un bel tennis propositivo e legge Seneca, due elementi piacevoli.
VOTO 7,5: Andrea Pellegrino
Partito dalle quali, fortunato ad affrontare un Arthur Fils acciaccato, ha comunque mostrato un bel tennis. Mi appassiona la lotta dei tanti giocatori che aspirano alla top 100, valico tra il purgatorio e il paradiso, che vale circa 250.000 euro assicurati dalla presenza negli Slam. È un po’ come la lotta per la salvezza nel calcio, talvolta è più appassionante di quella d’élite perché le battaglie per la sopravvivenza sono sempre affascinanti.
VOTO 7: Rafa Jodar
L’incoronazione è arrivata da Jannik a Sinner a Madrid, quando sulla telecamera a fine match ha scritto: What a player! Jodar lo ricorda nello stile di gioco e nel l’atteggiamento in campo, deciso nelle intenzioni, misurato nelle espressioni. Senza Alcaraz, potrebbe rappresentare il maggior ostacolo a Parigi perché la sua maturazione è un’incognita che può allarmare. Lo scontro potrebbe arrivare molto presto ne torneo, ma Jodar ha scarsa esperienza di best of five.
VOTO 6: Lorenzo Musetti
A Melbourne l’abbiamo lasciato che era il vero numero 3; ora deve ricostruire stagione, classifica e morale. Sperando che i ripetuti infortuni nei momenti più importanti della carriera non siano di carattere psicosomatico, ma solo sfiga.
VOTO 5: la cerimonia di premiazione
Sarebbe da scomodare l’agenzia delle Finals o chiedere una consulenza a Roland-Garros. La coreografia è rivedibile e soprattutto è mancato l’omaggio ad Adriano Panatta. Un video sui maxi-schermi sarebbe stato doveroso, così come vedere il signor Mattarella (cit.) affidargli il trofeo da consegnare a Sinner. Un’occasione persa (volontariamente).
VOTO 4,5: la programmazione
Ci vantiamo di avere il campo più bello del mondo, quello della Pallacorda intitolato a Nicola Pietrangeli, ma il programma prevede solo match trascurabili. Al campo si accede anche col biglietto Ground, l’unico acquistabile senza troppe sofferenze di portafogli e una gioia la meriterebbero anche loro, pur non essendo parte di quegli spettatori alto spendenti così amati dagli organizzatori. Un Cobolli impegnato su quel campo, anche solo all’esordio, sarebbe uno spettacolo che quel campo meriterebbe.
VOTO 4,5: Sascha Zverev
I proclami di provare un tennis più propositivo sbattono inevitabilmente contro la natura timorosa di un giocatore che se può trovare un modo di perdere una partita, lo troverà. Da questo punto di vista, la partita con Darderi è stata un capolavoro. E ha pure fatto il capriccioso con Tennis Channel che l’ha escluso da un video dal quale si dovrebbe essere contenti di essere stati esclusi.
VOTO 4: Italiani vs. Sinner
Come le vittorie dei giocatori italiani contro Jannik Sinner in tornei professionistici, anche se non è mai accaduto in un main draw di un evento del circuito maggiore. Però, come ci ha detto Darderi, “le vittorie di Sinner oscurano i nostri successi ma aumentano l’interesse degli sponsor verso tutti quanti”. Però se Sinner è inarrivabile, non dobbiamo sminuire i successi degli altri azzurri. Ah, i sei giocatori sono: Giovanni Fonio nel Futures di Casale Monferrato (2018), Alessandro Petrone nel Futures di Cuneo (2018), Andrea Arnaboldi nel Challenger di Barletta (2019), Salvatore Caruso nelle qualificazioni del M1000 di Cincinnati ( 2020). Se ne trovano altri nelle qualificazioni dei tornei Futures, come Alessandro Dragoni e Corrado Summaria.
VOTO 4: Berrettini e Cobolli
Entrambi legatissimi a Roma, hanno fallito l’appuntamento. Flavio avverte ancora troppa pressione e si è fatto schiacciare da Thiago Tirante che ha giocato un match da fenomeno perché lui lo ha aiutato ad apparire tale. Matteo invece deve solo aspettare l’erba e sperare di restare in salute psico-fisica.
VOTO 4: i campi
Sulle superfici naturali, terra e erba, bisogna mettere in conto qualche rimbalzo anomalo. Per Zverev, il campo della BNP Paribas Arena è stato “il peggiore dove abbia mai giocato, compresi Challenger, Futures e allenamenti”; Darderi, che probabilmente ha frequentato meno country club di Sascha, ha fatto spallucce. In generale, la qualità è stata mediocre ma non per colpa dei manutentori: con la necessità di allargare il site, i campi vengono sistemati dove non c’è un terreno ideale e senza una tempistica adeguata. I risultati non sono sorprendenti.
VOTO 2: Sabalenka e Paolini
Un voto negativo non solo per le pessime prestazioni in campo ma per quella minaccia di boicottaggio nel caso i tornei dello Slam non aumentino la percentuale di prize money rispetto al fatturato totale. La richiesta è di passare dall’attuale 15 al 22%, quella garantita dai tornei ATP/WTA. Tutto nasce dalla crescita nei ricavi dei tornei Major, anche se le giocatrici dovrebbero imparare a distinguere tra fatturato e utile. Così come sono fuorvianti i paragoni con gli sport americani, citati dalle giocatrici: sono sport di squadra con campionati gestite da leghe, un contesto totalmente diverso (per dire, Sabalenka e Paolini sarebbero disposte a restituire i denari che incassano dagli sponsor di maglia che nei team sport finiscono nelle tasche delle società?). Dicono che la battaglia è soprattutto per le giocatrici nelle retrovie che faticano ad arrivare a fine mese: allora ha ragione Mouratoglou e questa extra percentuale dovrebbe finire interamente alle giocatrici sconfitte nelle qualificazioni o con classifica che non consente di accedere al main draw. Ma si tratta solo di provocazioni perché non si arriverà a nessun boicottaggio. L’esperienza ci insegna che gli atleti difendono i sani principi fin quando non costa troppo: Sabalenka e Paolini (e tutte le altre top players) non rinunceranno a Wimbledon o allo US Open per permettere una vita migliore a Peyton Stearns o Simona Waltert.
VOTO 3: intervallo musicale
I grandi tornei non hanno bisogno di questi intermezzi, tantomeno reiterati tutte le sere. Ancora di più fin quando un tetto non garantirà la continuazione del gioco. Oh, a Nek, Noemi e Brunori Sas si può rinunciare…
VOTO 2: spettatori-scommettitori
Serve un maggior controllo verso questi spettatori-scommettitori che hanno affollato lo Stadio dei Marmi e i campi secondari, spesso disturbando i giocatori. L’ATP e il torneo devono trovare una soluzione, considerando che gli episodi sono divenuti più frequenti rispetto allo scorso anno. Purtroppo l’Italia non è nuova a questi disagi, visto che il Challenger di Napoli è spesso citato a esempio per questi fatti di cronaca preoccupanti.
VOTO 1: giocatori sparsi
Prima brutta notizia: hanno perso subito. Seconda brutta notizia: in pochi se ne sono accorti. Ben Shelton, Felix Auger-Aliassime, Alex de Minaur, Jakub Mensik: tutti bocciati.
- 1.Darderi salva quattro match point e piega in rimonta Zverev: prima volta nei quarti a Roma!
- 2.Darderi, che garra! Supera Jodar dopo tre ore e centra la semifinale a Roma
- 3.Internazionali d’Italia, oggi Sinner-Medvedev: orario e dove vederla in tv. Diretta in chiaro?
- 4.Musetti acciaccato e arrendevole; Ruud vola ai quarti a Roma
- 5.Internazionali d’Italia, oggi la semifinale Darderi-Ruud: orario e dove vederla in tv
L’articolo Il Pagellone di Roma: Sinner, Panatta, Bolelli, le minacce di boicottaggio e gli spettatori-scommettitori… proviene da Tennis Magazine Italia.
via Tennis Magazine Italia https://ift.tt/GOWEDFh
