Perché Zverev non riesce a impensierire Sinner (e non lo farà al Roland-Garros)?

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Quando ci si avventura nell’ardua impresa di individuare dei rivali credibili per Jannik Sinner al Roland Garros, uno dei nomi che inevitabilmente vengono menzionati è quello di Alexander Zverev. D’altronde, nel 2026 è stato l’unico giocatore – oltre Sinner e Alcaraz – a spingersi quasi sempre fino in fondo in quasi tutti i tornei più importanti, dimostrando che quando non incontra quei due che lo precedono in classifica solitamente è una garanzia. E se viene annoverato tra i principali candidati per la vittoria è soprattutto perché potrebbe affrontare Sinner solo in un’eventuale finale.

Premettendo che in un match secco può succedere di tutto – da un caldo infernale a uno straordinario rendimento al servizio -, allo stato attuale appare utopia che il tedesco possa impensierire il numero uno al mondo. Lo certificano gli ultimi nove precedenti, vinti tutti da Sinner (il quale ha peraltro vinto gli ultimi quattordici set, avendo bisogno di un solo tie-break), e in particolare i quattro andati in scena nel 2026, in cui Zverev ha di fatto avuto qualche minima chance solo a Miami. Ma perché il tedesco non ha chance contro un avversario come Sinner? Lo ha spiegato Andrew Reed, che nel suo blog Fault Fiction ha analizzato una serie di dati e individuato diversi aspetti che favoriscono Jannik.

SERVIZIO E ROVESCIO

Innanzitutto bisogna partire dai numeri e in particolare da quelli sulle palle break. Sinner ha tenuto consecutivamente 65 turni di servizio contro il tedesco e, nei quattro incontri andati in scena nel 2026, ha offerto solamente tre palle break, annullandole tutte. Di contro, Zverev ha concesso diciotto palle break ma ne ha salvate appena sei, subendo perciò un totale di dodici break (una media di tre a partita). Considerando invece solo i due match sulla terra battuta – a Monte-Carlo e Madrid -, Sinner ha addirittura vinto più punti sul servizio di Zverev… dello stesso Zverev. Nel Principato erano il 51,9%, mentre alla Caja Màgica il 54,3%.

65

I turni di servizio consecutivi tenuti da Jannik Sinner nei match contro Alexander Zverev. L’ultimo break subito risale al primo set della finale dell’ATP 500 di Vienna dello scorso anno

Consultando il Tennis Abstract Match Charting Project, Reed è giunto alla conclusione che il colpo che fa la differenza nelle sfide tra Sinner e Zverev è il rovescio. Il tedesco imposta solitamente il suo gioco su quella diagonale, sulla quale è spesso dominante: non è un caso che abbia vinto 41 degli ultimi 42 match contro avversari mancini. Tuttavia Jannik è uno dei pochi giocatori nel circuito che vanta un rovescio migliore del suo, perciò la strategia presenta degli evidenti limiti. E mentre il rendimento di Sinner con il rovescio è vicino alla media delle ultime 52 settimane (con qualche picco, come ad esempio nella finale di Madrid), quello di Zverev subisce un notevole calo, scoprendosi particolarmente vulnerabile.

DAL CEMENTO ALLA TERRA BATTUTA

L’altra importante differenza riguarda il cambiamento delle superfici. Reed sottolinea che “sui campi in cemento, Zverev trae un certo vantaggio dal servizio e dal dritto, ma queste armi perdono parzialmente efficacia sulla terra battuta contro Sinner“. Lo si evince nel crollo delle percentuali relative all’impatto del servizio e alle palle imprendibili, quelle che l’avversario non riesce a rimandare in campo. Se nelle sfide di Indian Wells e Miami il suo rendimento era stato in linea con quello delle ultime 52 settimane, a Monte-Carlo e Madrid – su una superficie più lenta come la terra – si è verificato un crollo repentino.

Ci sono poi altri due fattori da tenere in considerazione. Come precisato da Hugh Clarke nel suo blog A Thread of Order, “Zverev è uno degli avversari più bersagliati dalle palle corte nel circuito a causa del suo posizionamento arretrato in campo ed è meno incline a giocare il dritto rispetto a molti big poiché il punto medio di contatto durante gli scambi è lontano dal centro”. L’altro è la precisione in battuta. A Madrid, Sinner ha servito la prima a una media di meno di 38 centimetri dalle righe, mentre Zverev a 58 centimetri. Un divario significativo che viene solo parzialmente compensato dall’elevatissima percentuale di prime in campo del tedesco (nelle ultime 52 settimane è stata del 72,8% – il secondo top 50 in questa classifica è Alejandro Davidovich Fokina con il 68,0%).

Il problema principale per Zverev è che non sembra esserci lunghezza degli scambi tale da favorirlo, a prescindere dalla velocità della superficie. Quando lo scambio si allunga (dai 9 colpi in su) il gap tra i due giocatori è più contenuto, mentre i numeri mostrano come negli scambi brevi e medi Sinner sia nettamente superiore. Ciò spiega anche il risultato più netto a Madrid (dove la lunghezza media degli scambi era di 3,5 colpi) rispetto a Monte-Carlo (5,2 in virtù delle condizioni più lente).

Sinner-Zverev: punti vinti in base alla lunghezza degli scambi

FINALE DI MONTE-CARLO

Tra 0 e 4 colpi

Sinner: 31 (70%)
Zverev: 13 (30%)

Tra 5 e 8 colpi

Sinner: 18 (60%)
Zverev: 12 (40%)

Più di 9 colpi

Sinner: 11 (58%)
Zverev: 8 (42%)

FINALE DI MADRID

Tra 0 e 4 colpi

Sinner: 36 (71%)
Zverev: 15 (29%)

Tra 5 e 8 colpi

Sinner: 10 (71%)
Zverev: 4 (29%)

Più di 9 colpi

Sinner: 5 (56%)
Zverev: 4 (44%)

ZVEREV: SOLUZIONI IN VISTA (ANCHE IN CHIAVE PARIGI)?

La domanda sorge dunque spontanea: cosa può fare Zverev per evitare di subire altre batoste? Indubbiamente giocare in maniera più aggressiva, servire in maniera più precisa o giocare il dritto in maniera più potente potrebbe aumentare le sue chance, ma al momento la differenza tra i due – specialmente su una superficie come la terra rossa – sembra impossibile da colmare. Ecco, forse potrebbe sperare che Sinner la smetta di esprimere un livello di tennis così alto (che poi è la spiegazione principale per il suo dominio) oppure che improvvisamente regredisca e i recenti progressi al servizio e sulla palla corta svaniscano.

Eloquente la chiosa finale di Reed in vista dell’imminente Roland-Garros: “Sebbene su alcuni campi in cemento Zverev possa avvicinarsi a una possibile sorpresa, al momento è vulnerabile sulla terra battuta. Considerando che il Roland-Garros ha un indice di velocità della superficie più simile a quello di Monte Carlo che a quello di Madrid, l’attuale strategia sulla terra battuta si adatta perfettamente alle caratteristiche di Sinner“.


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