Jack Draper sceglie Andy Murray: ecco perché può essere il coach giusto

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È durata appena sei mesi e quattro tornei la collaborazione tra Jack Draper e Jamie Delgado. Ad annunciarne la fine è stato proprio il giocatore britannico, attualmente ai box (salterà anche il Roland Garros) a causa di un problema al ginocchio. “Sono molto grato per tutto ciò che Jamie Delgado ha fatto per me in questi ultimi sei mesi. È un allenatore di livello mondiale e un grande uomo” recita una dichiarazione di Draper. Una notizia tanto sorprendente quanto passata inosservata visto il nome della new entry del team dell’ex numero 4 al mondo. “Nel frattempo, continuerò a essere supportato dall’eccellente team della LTA, con l’aggiunta di Andy Murray, che mi affiancherà per tutta la stagione sull’erba” si legge ancora.

Dopo l’esperienza di sei mesi – la prima dopo il ritiro – al fianco di Novak Djokovic, terminata nel maggio del 2025, Murray è dunque pronto a vestire nuovamente i panni del coach. Per il momento lo farà solo nel mese di giugno in occasione della stagione su erba, fino a Wimbledon, quando è previsto – fisico permettendo – il ritorno in campo di Draper. L’impressione è che il ventiquattrenne di Sutton abbia bisogno soprattutto che il corpo gli dia una tregua e dunque di stare bene piuttosto che di un nuovo allenatore, tuttavia Andy può essere un’aggiunta preziosa al suo team per vari motivi.

A dir la verità i rispettivi stili di gioco sono particolarmente diversi, tuttavia molte delle situazioni Draper che sta attraversando Murray le ha già vissute e dunque potrà dargli consigli importanti. A partire dall’aspetto fisico, con Andy che ha dovuto fare i conti con numerosi guai durante la sua carriera. Tuttavia sembra essere l’aspetto mentale la chiave del sodalizio. Nessuno meglio di Murray sa cosa significhi convivere con la pressione – basti pensare alle attenzioni su di lui a ogni vigilia di Wimbledon – e come riuscire a gestirla al meglio.

Cosa può portare Murray al team di Draper?

Una risposta l’ha data il fratello di Andy, Jamie, intervenuto ai microfoni di Sky Sport Tennis: “L’esperienza di ciò che serve per prepararsi a certi tornei, la comprensione di ciò che serve per vincerli e anche la pressione che deriva dall’essere il numero 1 del tennis britannico e tutto ciò che questo comporta“. Tutto giusto, se non fosse che per Draper sarebbe già un successo esserlo il numero 1 di Gran Bretagna perché vorrebbe dire che ha trovato continuità ed è libero dagli infortuni.

Oltre alla resistenza mentale, infine, non si può non menzionare l’intelligenza tattica di Murray, capace di poter dare suggerimenti che altri ex giocatori si sognano. A dir la verità Andy è già stato una sorta di mentore per Draper negli scorsi anni, quando era più giovane, e per un ragazzo britannico cresciuto nel suo mito ascoltarlo è un privilegio nonché qualcosa che non viene dato affatto per scontato.


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