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Se Novak Djokovic ha deciso di prendere parte agli Internazionali d’Italia, tornando a giocare dopo due mesi di stop (il suo ultimo match risaliva agli ottavi del Masters 1000 di Indian Wells), non era certo per disputare un solo match. La sua sconfitta all’esordio contro il classe 2005 croato Dino Prizmic è dunque deludente, oltre che inaspettata. 2-6 6-2 6-4 il punteggio del match, in cui Nole era partito forte – dominando il primo set e apparendo in ottime condizioni – salvo poi subire il ritorno di Prizmic, che ha imparato la lezione dopo il ko subito all’Australian Open del 2024. Nonostante dall’altra parte della rete ci fosse il suo idolo, il ventenne di Spalato ha mantenuto i nervi saldi e ottenuto il successo più prestigioso della sua giovane carriera. Prematura eliminazione invece per Djokovic, che arriverà al Roland Garros con un solo match disputato (ha confermato che non difenderà il titolo nell’ATP 250 di Ginevra) e tante incertezze.
«Non ricordo l’ultima volta, in questi due anni, in cui ho avuto una preparazione a un torneo priva di problemi fisici. C’è sempre qualcosa ed è frustrante, ma è una nuova realtà con cui devo fare i conti»
Djokovic non era chiaramente al meglio della forma, tuttavia non ha voluto addentrarsi nell’argomento: “Voglio semplicemente fare i complimenti a Dino per la vittoria. Personalmente sono felice quantomeno di aver lottato fino alla fine“. Gli infortuni sono però un tema che ha tenuto banco, al punto che il serbo non è riuscito a contenere l’amarezza: “Negli ultimi due anni non ricordo l’ultima volta in cui ho avuto una preparazione priva di problemi fisici. C’è sempre qualcosa ed è frustrante, ma è una nuova realtà con cui devo fare i conti”. Uno dei pochi lati positivi è stato l’amore ricevuto dal pubblico del Foro Italico: “Il supporto che ho ricevuto è stato incredibile e non lo do per scontato”.
Testa al Roland Garros ora per Djokovic, che verosimilmente rimane tra i giocatori più accreditati per il titolo – o comunque per fare più strada possibile prima di incontrare Jannik Sinner – ma approccia l’appuntamento con molti dubbi. “Non è una preparazione ideale, a dire il vero. Spero di essere in buona forma per il torneo, ma vediamo che succede…” Prima di Roma, le quote lo indicavano come il terzo favorito dopo Sinner e Alexander Zverev. Considerando la sua carriera e il suo palmarés non ci sarebbe nulla da eccepire, tuttavia allo stato attuale appare difficile puntare su di lui piuttosto che su un Arthur Fils di turno, che peraltro ha vinto per 6-2 il set d’allenamento giocato a Roma.
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