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Contagioso, proverbiale, inconfondibile. Aggettivi perfetti per il sorriso di Jasmine Paolini, al punto da diventare un simbolo nel corso degli anni e non abbandonarla quasi mai. Persino alla vigilia degli Internazionali d’Italia, un torneo al quale è legata particolarmente e che arriva dopo un inizio di stagione pieno di alti e bassi – in cui peraltro avrà la pressione extra di difendere il titolo –, l’azzurra è apparsa serena e spensierata. E sorridente, ça va sans dire. Verosimilmente un minimo di tensione la starà provando dentro di sé, ma da vera campionessa fa sì che le sensazioni positive oscurino quelle positive. E anche se un suo bis al Foro Italico sembra impossibile (quote alla mano, è la sedicesima favorita e un suo trionfo paga 67), ciò che conta è guardare il lato positivo.
«Quando ho messo piede sul Centrale ho rivissuto tantissimi ricordi incredibili che rimarranno sempre con me. Durante il mio primo allenamento ho provato sensazioni positive» (Jasmine Paolini)
“Essere tornata al Foro Italico è una grande emozione. Quando ho messo piede sul Centrale ho rivissuto tantissimi ricordi incredibili che rimarranno sempre con me – ha raccontato in occasione di un evento organizzato dal suo sponsor Amazfit – Roma è un torneo a cui ho sempre tenuto, ma solo l’anno scorso è andato bene. A dir la verità è andata come meglio non poteva, quindi direi che ho avuto un buon bilanciamento”. In vista dell’esordio, contro la qualificata francese Leolia Jeanjean, ha poi aggiunto: “Durante il mio primo allenamento ho provato sensazioni positive e spero di portarmele dietro nella prima partita, che sappiamo non essere mai facile. Spero di esprimere un buon livello e godermi il match, anche perché è speciale giocare davanti al pubblico italiano”.
Amazfit Active 3 Premium, l’alleato di Jasmine
Solitamente il team di un tennista è composto da allenatore, preparatore atletico ed eventualmente altre figure come psicologo o fisioterapista. Paolini può invece contare su un complice in più: lo smartwatch Active 3 Premium di Amazfit, marchio leader mondiale nel settore dei dispositivi indossabili intelligenti incentrati sulla salute e il fitness. “Presenta un sacco di dati molto utili, dalla performance fisica al monitoraggio del sonno, e ci aiuta a capire in che momento di forma sono. Fa parte anche lui del team” ha sottolineato la campionessa in carica del WTA 1000 di Roma, ricordando come ormai affidarsi alla tecnologia sia imprescindibile per restare competitive nel circuito.
Pensato per i runner su brevi distanze e per gli atleti impegnati in sport tecnici, Amazfit Active 3 Premium è stato progettato per il massimo comfort – si distingue per un’elegante cassa in acciaio inox e un’eccellente luminosità (fino a 3000 nit), oltre a una batteria che può dare fino a 12 giorni – e funge da supporto all’allenamento ibrido. “Ogni volta che mi alleno seleziono l’attività ‘tennis’ per poi capire com’è andata la sessione e quanto è stata intensa, oltre a controllare i dati. È un qualcosa in più che ci aiuta a capire come impostare la giornata: se ad esempio ho dormito male, magari dopo un match serale in cui l’adrenalina sale, faremo un allenamento più leggero” ha spiegato Paolini.

Tra le decine di parametri monitorati nell’allenamento quotidiano, Jasmine ha ammesso di guardare soprattutto la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) – che indica indirettamente l’affaticamento del sistema nervoso – e l’indice BioCharge: “Mettendo insieme una serie di dati ti fornisce un valore che indica come stai. Quando questo è basso magari vado a dormire un po’ prima per recuperare. Personalmente ci presto attenzione perché secondo me è molto attendibile”. Tuttavia Jasmine ha ammesso di non farsi condizionare. Ad esempio se ha dormito poco e male e lo smartwatch glielo conferma: “Quando succede mi ripeto che ci sono lo stesso”.
Un atteggiamento coerente con la mentalità dell’azzurra, la quale ha raccontato un aneddoto in merito: “Durante il torneo di Indian Wells, nell’anno in cui si giocava a ottobre, mi ripetevo di essere stanca: d’altronde era fine stagione e avevo disputato tante partite. Fatto sta che dopo aver vinto il primo turno arrancando a un certo punto mi sono detta: “Basta dire che sono stanca altrimenti ci credo. Magari non sarò freschissima, ma ci sono”. Un po’ di potere ce l’abbiamo in questo senso: ripetersi le cose negative non serve a niente”.
Allenamento ibrido
Paolini è poi tornata sul concetto di allenamento ibrido, fondamentale nel tennis professionistico attuale vista l’intensità e la lunghezza di una stagione. Oltre alle sessioni sul campo da tennis (“sono la parte più divertente”), è necessario anche l’allenamento della forza, il lavoro di resistenza ed esercizi di stabilità che migliorano la mobilità e riducono il rischio di infortuni. In tal senso, lo smartwatch gioca un ruolo importante: “Solitamente ho il preparatore atletico che mi dà una mano, ma quando non c’è seleziono l’attività ‘fitness’ ed è molto d’aiuto. Per chi si allena da solo rappresenta un supporto in più, specialmente per me che non tengo il conto delle ripetizioni. Oppure di recente l’ho attivato prima di correre sul tapis-roulant e mi ha avvisato di aumentare la velocità perché non ero salita abbastanza di battiti”.
A proposito di allenamento, Paolini ha rivelato di aver trascorso la settimana precedente agli Internazionali d’Italia in maniera atipica. “In virtù della programmazione fitta non sempre abbiamo la possibilità di allenarci, perciò sono contenta del lavoro svolto prima del torneo di Roma. Credo che ogni tanto sia importante fermarsi per ricaricare le batterie e mettere benzina in vista degli impegni futuri” ha spiegato, cercando anche di guardare il bicchiere mezzo pieno dopo la prematura eliminazione nel WTA 1000 di Madrid.

Tecnologia Amazfit: ciò che i tifosi non vedono
“Spesso giudichiamo una partita esclusivamente in base a ciò che accade in campo” ha poi ricordato Jasmine, precisando come invece siano numerosi i fattori – non sempre colti dalla telecamera – ad avere un impatto concreto sul risultato. “In determinati momenti la consapevolezza di sé basata sui dati, così come l’esperienza e la determinazione, diventano fondamentali”. Un esempio concreto è il torneo di Wuhan dello scorso anno, al quale Paolini arrivava dopo un lungo viaggio da Pechino, dove aveva già vissuto una settimana particolarmente intensa. In occasione del suo primo match, la HRV era scesa da 66 ms a 58 ms. L’azzurra è comunque riuscita a ottenere la vittoria e, con il passare del torneo, la situazione è migliorata significativamente fino all’apice raggiunto nel successo per 6-1 6-2 nei quarti ai danni di Iga Swiatek, in cui la HRV è risalita a 67 ms.

E a proposito di spostamenti, una delle insidie maggiore per i tennisti è il jet lag, insieme alle condizioni in costante cambiamento. Fortunatamente, anche in questo caso Active 3 Premium arriva in supporto, creando un programma di acclimatazione personalizzato per un nuovo fuso orario. Jasmine, però, rivendica che una volta in campo conta soprattutto la sua determinazione nel dare il massimo, oltre a rivelare un piccolo trucchetto: “Per combattere il jet lag è utile allenarsi: quando fai attività fisica, ti stanchi e la sera crolli, anche se magari non all’ora perfetta. Ciò che invece è pericolosissimo è il pisolino pomeridiano, perciò si cerca di non farlo”.
Forte della consapevolezza che la maggior parte del lavoro di preparazione avvenga lontano dai tornei e dalle telecamere, Paolini si appresta quindi a esordire negli Internazionali d’Italia. Dove ciò su cui si concentra, al di là di tattiche e strategie varie, è il giusto approccio: “Entrare in campo con l’atteggiamento giusto fa la differenza. Se dici di essere stanca diventa dura perché la testa comanda tutto. A volte bisogna anche ingannare la mente e sforzarsi nel dire di avere energia, oltre – soprattutto – a tirarla fuori, pure se è poca”.
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L’articolo Paolini: “Grande emozione tornare a Roma”. E per il torneo si affida alla tecnologia Amazfit proviene da Tennis Magazine Italia.
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