“Allagate il campo, vediamo se Sinner sa camminare sull’acqua”

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C’è un punto della semifinale tra Jannik Sinner e Arthur Fils che riassume al meglio la partita e che è presto diventato virale sui social, anche grazie a una splendida inquadratura al livello del campo. È quello che, nel quinto game del primo set, ha regalato il doppio break a Jannik, capace di chiudere uno scambio di 24 colpi con una micidiale accelerazione di dritto dopo essersi aperto il campo con un rovescio lungolinea. Oltre al punto in sé, a non passare inosservata è stata anche la frase pronunciata da Rob Koenig, telecronista di Tennis TV: “Allagate il campo, vediamo se Sinner sa camminare sull’acqua“.

Una frase simpatica che fa giustamente sorridere, ma dietro la quale in realtà si cela più di quanto sembri. In assenza dell’infortunato Carlos Alcaraz, si sta disperatamente cercando di trovare un rivale credibile per Jannik. E tolto Alexander Zverev, che finora è sempre arrivato all’appuntamento ma senza mai neppure vincere un set, due dei giocatori più accreditati erano proprio quelli che l’azzurro ha affrontato a Madrid nei quarti e in semifinale: Rafa Jodar e Arthur Fils.

Risultato? Due set a zero e di fatto un solo parziale equilibrato (il secondo contro lo spagnolo). E in tutto ciò non bisogna che dimenticare che le condizioni di gioco di Madrid sono probabilmente le più ostili in tutto il circuito (intese come di partenza, poi se fa molto caldo o la partita supera le quattro ore è un altro discorso) per Sinner, che realisticamente in futuro non tornerà molto spesso a giocare questo torneo.

Un giocatore a cui sembra riuscire tutto e che non solo non perde mai, ma non perde (quasi) mai neanche un set: basti pensare che a livello Masters 1000 ne ha vinti 54 degli ultimi 56 giocati… e quei due non gli sono sfuggiti nelle fasi finali contro i migliori bensì nei primi turni contro avversari del calibro di Benjamin Bonzi e Tomas Machac. E allora, per davvero, valutiamo di allagare il campo: non perché siamo stufi di vedere Sinner vincere, specialmente se il livello è così alto e di conseguenza diventa anche una gioia per gli occhi, ma per vedere se c’è effettivamente qualcosa che non può fare.

Dopo essere diventato il più giovane di sempre a raggiungere la finale in tutti e nove i Masters 1000, ora può diventare il primo giocatore della storia a vincere cinque 1000 consecutivi. Ovviamente ciò non vuol dire che non perderà mai più. Ma se le circostanze sono queste (Sinner in salute, Alcaraz out per infortunio e nessuno apparentemente in grado di impensierirlo), è d’obbligo considerarlo sempre il chiaro favorito. E allora, sempre restando nella sfera dell’ambizione e non della presunzione, perché non tentare di dare l’assalto a un altro record sacro come i 16.950 punti totalizzati da Novak Djokovic nel giugno del 2016?


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