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“Vincere una partita di tennis dopo l’altra per inanellare una serie di vittorie consecutive è davvero difficile, persino per il numero 1 al mondo“. A scriverlo è Matthew Futterman, giornalista del New York Times, che nell’articolo “Realizzare una serie di vittorie consecutive nel tennis è una delle cose più difficili in questo sport. Jannik Sinner lo sa” ha analizzato quanto sia complicato dare vita a una streak così lunga.
27-2
Il bilancio stagionale di Jannik Sinner. Dopo la sconfitta contro Jakub Mensik a Doha, ha vinto 21 partite consecutive
Il record assoluto appartiene a Martina Navratilova, che nel 1984 vinse ben 74 partite di fila. A livello maschile, invece, a detenere il primato è Bjorn Borg con 49 vittorie nel 1978. “Difficilmente Sinner si avvicinerà al record della Navratilova. Anche quello della Borg sembra un obiettivo irraggiungibile, per quanto Jannik possa apparire dominante al momento” si legge. Uno dei motivi è proprio la difficoltà che si cela dietro queste vittorie. Sinner vanta un bilancio stagionale di 27-2 e ha vinto le ultime 21 partite giocate, tuttavia anche un successo in due set (e lui ne sa qualcosa, avendone persi soltanto due di parziali in questi 21 successi) non equivale spesso a una passeggiata di salute. L’esempio più lampante è il 6-2 7-6 rifilato a Rafa Jòdar nei quarti di finale del Masters 1000 di Madrid.
“È stata una partita molto più stressante di quanto il punteggio possa suggerire. Sinner ha dichiarato di voler evitare a tutti i costi il terzo set perché la partita ‘stava diventando più fisica’. Così facendo, ha preservato qualcosa di ancora più straordinario della striscia di 21 vittorie consecutive” scrive Futterman, per poi precisare come Sinner non si faccia illusioni sulla difficoltà di prolungare questa striscia di vittorie.
“Prima della partita ero il favorito, ma bisogna saper gestire la pressione. Sentivo un po’ di tensione”, aveva dichiarato Sinner in conferenza stampa alla vigilia. E secondo il giornalista non è stato un caso che Jannik abbia ad esempio cambiato la sua posizione in risposta sul 5-5 nel secondo, avvicinandosi alla linea di fondo e attaccando fin dal primo colpo la risposta di Jòdar: “Il risultato è stato una disfatta totale per lo spagnolo“.

- Novak Djokovic (2010-11) – 43
- Roger Federer (2006-07) – 41
- Rafa Nadal (2008) – 32
- Andy Murray (2016-17) – 28
- Jannik Sinner (2024-25) – 26
- Carlos Alcaraz (2025) – 24
A proposito di “tensione”, chi sembra invece averla accusata particolarmente è stata Aryna Sabalenka, anche lei capace di completare il Sunshine Double e in striscia aperta di 15 vittorie di fila. Nonostante sei match point a disposizione, però, ha ceduto al tie-break del terzo set contro Hailey Baptiste nei quarti a Madrid. A tal proposito, c’è un dato che fa una certa impressione: a Sabalenka, che apparentemente non perdeva da secoli, mancavano in realtà ben 22 successi per eguagliare la striscia di vittorie più lunga a livello WTA nel 21° secolo (quella di Iga Swiatek, che nel 2022 infilò 37 successi di fila). Un’ulteriore testimonianza di come non sia facile vincere una partita dopo l’altra dopo l’altra.
“Vincere così tanto ha anche un lato negativo – ricorda però Futterman, analizzando anche il rovescio della medaglia – Jannik ha detto di aver giocato molto a tennis negli ultimi due mesi e si sente stanco. Questa è una magra consolazione per il resto del circuito. Per loro, la sua efficienza è diventata sbalorditiva. Pochi possono immaginare cosa si provi a vincere così tante partite consecutive“. Tra questi non c’è il suo prossimo avversario alla Caja Màgica, Arthur Fils, che pur avendo conquistato gli ultimi nove match disputati non riesce a comprenderlo per il momento.
Un’altra difficoltà che comporta vincere così tanto è la pressione del successo. Lo sa bene Mirra Andreeva, che dopo le 13 vittorie consecutive dello scorso anno (quando vinse consecutivamente i WTA 1000 di Dubai e Indian Wells) accusò il colpo: “Le aspettative si fanno sentire e tutt’a un tratto si perde un po’ di fiducia nel proprio gioco. Ci vuole tempo per ritrovare quella sensazione e per riacquistare fiducia in se stessi“.
«Sabalenka ha giurato che la pressione di dover continuare a vincere non l’aveva minimamente influenzata. “Stavo solo giocando a tennis”, ha detto. Non è facile. Sinner fa solo sembrare che lo sia»
Infine va considerato il sistema di punteggio del tennis, che rende la vittoria ancora più difficile; Futterman lo spiega bene nella chiosa dell’articolo. In riferimento alla sconfitta di Sabalenka contro Baptiste, arrivata peraltro dopo un primo set vinto con un comodo 6-2, ha affermato: “Se si fosse trattato di basket, calcio o football americano, Aryna avrebbe potuto gestire il vantaggio e far scorrere il tempo. Nel tennis, a meno che l’avversaria non le dia una mano, ogni vincente ha bisogno di un altro colpo. Lei ha giurato che la pressione di dover continuare a vincere non l’aveva minimamente influenzata. ‘Stavo solo giocando a tennis’, ha detto“. Quindi una conclusione ad effetto ma particolarmente veritiera: “Non è facile. Sinner fa solo sembrare che lo sia“.
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