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“Perché mi parli di tennis? Non sono in grado di competere, lo vedi o no?“. Queste parole che Matteo Berrettini aveva urlato in direzione del suo angolo durante la sfida di primo turno contro Dino Prizmic a Madrid erano diventate virali e avevano destato preoccupazione. D’altronde, se vengono a mancare anche l’amore per il tennis e la convinzione di poter quantomeno riavvicinarsi ai livelli di un tempo, cosa spinge a continuare un ex finalista di Wimbledon e numero 6 del mondo scivolato fuori dalla top 100?
Berrettini si apprestava dunque ad arrivare al torneo di casa, gli Internazionali BNL d’Italia, con il morale sotto i tacchi, invece si è distinto per una decisione di grande umiltà, affatto scontata per un tennista del suo curriculum. È volato in Sardegna per prendere parte al torneo di Cagliari, un Challenger 175. Premesso che, anche considerando il campo di partecipazione, si tratta di un torneo più simile a un ATP 250 che a un Challenger, eppure tale rimane. Con la wild card per il Foro Italico già garantita, Matteo avrebbe potuto benissimo prepararsi per l’appuntamento magari a Monte-Carlo, dove risiede, senza disturbi o distrazione. Invece ha dimostrato grande perseveranza e, senza lasciarsi condizionare dal blasone del torneo, è sceso di livello per prendere parte al Sardegna Open. Con due obiettivi: giocare più partite possibili e trovare una condizione sempre migliore.
Una presenza che ha fatto anche le fortune degli organizzatori. Pur trattandosi di un Challenger, il costo dei biglietti è oggettivamente elevato: per dare un’idea, per la giornata di mercoledì si partiva da 60 euro e per quella di giovedì addirittura da 110. Nonostante il prezzo e nonostante parte di questi biglietti prevedessero la visibilità ridotta, le tribune erano piene. Comprensibile, ma non scontato. Dal canto suo Berrettini ha trovato le risposte che cercava sul campo.
Dopo essere uscito indenne da una battaglia di circa tre ore nel primo turno contro lo statunitense Patrick Kypson, in cui era stato anche in svantaggio di un break nel parziale decisivo, ha sconfitto per 7-5 6-3 la prima testa di serie del torneo, l’argentino Mariano Navone (numero 45 del mondo). E nei quarti potrebbe vedersela contro Hubert Hurkacz in un remake della semifinale di Wimbledon 2021.
Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica e le due vittorie vanno viste in prospettiva. Da un lato sono indubbiamente significative visto il momento complicato, dall’altro fa invece quasi strano festeggiarle dato che un tempo Matteo avrebbe battuto certi avversari senza grossi patemi. Tuttavia si tratta esattamente di ciò di cui aveva bisogno Berrettini, che sembra aver ritrovato buone sensazioni e si appresta ad arrivare in salute (facendo gli scongiuri) e con ottimismo al torneo di casa a Roma ma soprattutto alla sua parte di stagione preferita: quella su erba.
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L’articolo Dalla finale di Wimbledon ai Challenger: Matteo Berrettini riparte umilmente da Cagliari proviene da Tennis Magazine Italia.
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