Il primo allenamento di Iga Swiatek a Roma visto da vicino

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In una stagione complicata, caratterizzata da un cambio di allenatore e in cui i risultati stentano ad arrivare, Iga Swiatek ha scelto di ripartire da uno suoi tornei preferiti in una delle sue città preferite: gli Internazionali BNL d’Italia a Roma. Si poteva ipotizzare che dopo la precoce eliminazione a Madrid, complice un virus che l’aveva costretta al ritiro nel match di terzo turno contro Ann Li, sarebbe tornata a casa per poi arrivare al Foro Italico solo in un secondo momento. Invece ha scelto di recarsi a Roma con largo anticipo e, a circa dieci giorni dal suo esordio nel torneo, ha svolto il suo primo allenamento sul Campo Centrale.

Con qualche minuto di ritardo sulla tabella di marcia e sotto un sole giaguaro, Swiatek ha dunque messo piede su un palcoscenico che le ha riservato numerose soddisfazioni negli scorsi anni e dove spera di scrivere altri capitoli della sua storia. Oltre al neo coach Francisco Roig, ad accompagnarla c’èrano il preparatore atletico Maciej Ryszczuk e lo sparring Tomasz “Tomek” Moczek. Assente invece la psicologa Daria Abramowicz, che aveva già saltato anche le trasferte di Stoccarda e Madrid, apparentemente per un problema ai denti (sui social ha postato un’immagine della sua guancia gonfia). Pur non essendo apparsa al 100% – ogni tanto tossiva e l’allergia la costringeva a soffiarsi spesso il naso -, nel complesso la giocatrice di Varsavia ha dato l’impressione di essersi lasciata alle spalle il virus di Madrid.

Davanti a una cornice di pubblico composto in gran parte da scolaresche più interessate all’ombra – e alla vista dall’ultima fila del Centrale – che al tennis, è dunque cominciato l’allenamento dell’ex numero uno al mondo. Che ha trascorso la prima mezz’ora a lavorare sul dritto, un colpo sul quale si era già confrontata a Maiorca con un maestro come Rafa Nadal. In particolare, Roig ha insistito sul movimento, dall’apertura alla chiusura, ricordandole di non colpire con i piedi in posizione frontale rispetto alla rete – bensì di arrivare sulla palla con la gamba sinistra davanti -, e di non andare con il corpo all’indietro e di chiudere.

Ciò che fin da subito ha rubato l’occhio è stato l’atteggiamento di Iga. Non serve un genio per capire che non è una giocatrice in fiducia – non potrebbe esserlo, visti i risultati recente -, non a caso ogni tanto si è lasciata prendere dallo sconforto. Tuttavia sembra fidarsi ciecamente di Roig, con cui ha sorriso e scherzato di continuo e a cui non si faceva problemi a porre domande. È evidente che c’è ottimismo da parte di Swiatek e che questa nuova partnership era necessaria anche a livello psicologico: pur essendo consapevole che magari i risultati non arriveranno subito, sa che affidandosi all’esperto allenatore spagnolo alla lunga il lavoro potrebbe dare i suoi frutti.

È stato quindi tempo di rovesci e Roig non ha avuto molto da dire, intervenendo giusto per correggere il finale del colpo e invitando Swiatek a non accartocciarsi sulla palla con il corpo, ma di rivolgere questo verso l’alto. Dal canto suo, Iga si è confermata una perfezionista al punto che, dopo un rovescio colpito esattamente come voleva Roig – che ha esclamato “good” -, ha avuto da eccepire: “Ma è out”.

Un aspetto molto interessante del team Swiatek è proprio la questione linguistica. Iga e Roig parlano in inglese, ma essendo la seconda lingua di entrambi ogni tanto ci sono delle incomprensioni. Non a caso, ogni tanto Iga si è confrontata in polacco con gli altri due membri del team per accertarsi di aver capito bene. Tuttavia non sono mancate neppure delle espressioni in spagnolo, dato che Roig pronunciava in continuazione ‘Vamos’ e ‘Dale’ (lasciandosi scappare persino un ‘Pu*a madre’ dopo una palla tirata da lui in rete).

L’allenamento è proseguito con vari esercizi, ad esempio palle con una traiettoria alta da colpire facendo due passi indietro, per poi passare a giocare liberamente dei punti. Sono trascorsi però solo pochi minuti prima che Roig corresse ai ripari. Notando la frustrazione di Swiatek, che al secondo-terzo dritto sbagliato ha allargato le braccia, le ha detto “No winners”. L’obiettivo, dunque, non è stato più cercare di chiudere il punto bensì far muovere la persona dall’altra parte della rete (in questo caso lo sparring), giocando nella parte di campo rimasta scoperta.

Una scelta che ha un senso considerando che le recenti difficoltà di Swiatek sono nate proprio dalla scelta di passare da essere una giocatrice di rimessa a voler comandare il gioco. Il problema è che la stessa polacca non sembra voler accettare questo nuovo-vecchio status, tanto che ha chiesto a Roig di poter spingere sui colpi. Il coach spagnolo le ha quindi dato la possibilità di contrattaccare, prima al terzo colpo, poi al secondo e poi fin dall’inizio dello scambio. È arrivato in seguito il momento di un tie-break, che però Iga e Tomek hanno giocato senza servire: a mettere la palla in gioco era Roig, con Swiatek che partiva sempre in difesa perché il primo colpo era sulla racchetta dello sparring, il quale peraltro assomiglia in tutto e per tutto al serbo Dusan Lajovic. A spuntarla è stata Iga per 7-5, rimontando da 5-2.

Un altro aspetto emerso chiaramente nel corso dell’allenamento è stata la chimica tra Iga e Roig. Pur essendo quest’ultimo il capo – dettando i tempi e dicendo cosa fare -, cercava sempre di coinvolgere Swiatek, chiedendole ad esempio cosa preferisse fare in determinati momenti. E ricevendo quasi sempre una risposta del tipo “dimmi tu” o “come preferisci”. I due hanno quindi continuato a lavorare sul dritto, prima su una serie di palle rapide da colpire con i piedi dentro il campo e poi alternando con palle più profonde. A proposito di palline, Iga si è dimostrata particolarmente attenta affinché non andassero perse, addirittura inginocchiandosi per recuperarle ad esempio dietro i teloni. Inoltre, si è accorta subito quando Roig le ha passato una pallina diversa da quelle ufficiali del torneo.

L’allenamento avrebbe dovuto terminare alle 13, invece – per la sfortuna dei tanti bambini già pronti con un pennarello in mano – Roig e Swiatek sono rimasti in campo ancora per 30 minuti a lavorare sul servizio, un altro colpo che sembra “work in progress”. Prima di congedarsi c’è stato anche tempo per cinque minuti di rovescio in back. Prima Roig ha mostrato a Iga un paio di back giocati a metà campo, con la palla che moriva non appena rimbalzava dall’altra parte della rete. Poi i due hanno iniziato a sfidarsi proprio a suon di back sulla diagonale di sinistra: neanche a dirlo, la palla di Roig rimaneva molto più bassa, ma Iga non ha sfigurato affatto. È calato così il sipario sull’allenamento e Swiatek si è potuta finalmente dedicare ai fan impazienti. In realtà non subito perché prima ha sistemato il borsone e pulito la panchina buttando via bottiglie e fazzoletti. Quando però si è resa conto che tutti attendevano solo lei, ha alzato lo sguardo ed esclamato, come per ricordarlo a se stessa: “Voi state ancora aspettando, scusatemi”.

Ovviamente un solo allenamento non è sufficiente per trarre chissà quali conclusioni, tuttavia ci sentiamo di tranquillizzare i tifosi della giocatrice polacca. Iga è serena, con Roig sembra esserci grande complicità e la voglia di lavorare per migliorare non manca. Certo, ciò che manca è la cosa più importante, ovvero i risultati, ma chissà che proprio a Roma non possa arrivare la prima semifinale di una stagione iniziata in salita.

L’impressione è che Swiatek debba rimettere insieme tutte le tessere del puzzle, per fare chiarezza e ritrovare quella fiducia nel suo tennis che negli ultimi mesi è venuta a mancare. Questo non significa che tornerà a dominare come faceva in passato, tuttavia non sono improvvisamente spariti i mezzi per ambire a occupare una posizione migliore rispetto all’attuale decima nella Race. Indubbiamente essere arrivata a Roma con largo anticipo sarà un vantaggio perché, rispetto alle altre colleghe, avrà avuto più tempo per adattarsi alle condizioni. Ma sarà sufficiente per fare strada nel torneo?


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