Option:
Grazie a un doppio 7-6, Terence Atmane si è aggiudicato il derby francese contro Ugo Humbert, qualificandosi per il terzo turno del Masters 1000 di Madrid. Il match però è stato a dir poco folle, specialmente nel suo epilogo. Verso la fine del secondo set, Atmane è stato infatti colpito da crampi al braccio destro e poi in tutto il corpo. E allora com’è possibile che abbia vinto? Fondamentalmente grazie ai servizi dal basso e agli inspiegabili errori del connazionale, a cui sarebbe bastato tenere la palla in campo e invece ha gestito in maniera pessima la situazione.
Al di là di ciò, la polemica è per il mancato intervento dell’arbitro – francese pure lui – Alexandre Robein, accusato di non aver assegnato alcun punto di penalità ad Atmane. D’altronde il regolamento parla chiaro e se un giocatore (Humbert) è pronto a servire e l’altro (Atmane) no a causa dei crampi, dovrebbe scattare la sanzione. Lo ha fatto presente in maniera molto veemente anche Jeremy Chardy, coach di Ugo, dicendo al giudice di sedia di “doversi vergognare”.
Terence Atmane fell to the floor and was groaning in pain at 2-4 down in the 2nd set tiebreak against Ugo Humbert in Madrid.
He ended up winning this match…
Wow… pic.twitter.com/dvbzEG8fJ9
— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) April 25, 2026
Eppure c’è un motivo per cui Robein non ha punito Atmane: la gentilezza di Humbert. Quando ha visto il rivale in seria difficoltà, Ugo ha prontamente attraversato il campo per portargli una sedia. Di conseguenza, essendo dall’altra parte del campo, tecnicamente non era pronto per servire e la penalità non poteva essere inflitta. Col senno di poi viene da chiedersi se Humbert rifarebbe questa scelta, che in parte gli è costata il match.
Fatto sta che in un contesto del genere risulta per certi versi ridicolo aggrapparsi a quest’episodio. Avanti 5-2 nel tie-break contro un avversario che a stento si reggeva in piedi, Humbert avrebbe dovuto tirare fuori la personalità e chiudere il set (sarebbero bastate due smorzate vincenti) ergo deve prendersela innanzitutto – e soprattutto – con se stesso.
«Bisogna chiedere all’arbitro perché non mi ha dato la penalità. Io non c’entro niente. Non mi butto a terra di proposito: è che non ce la facevo più a stare in piedi» (Terence Atmane)
Dal canto suo, Atmane si è giustificato dicendo: “Capisco che Ugo possa essere arrabbiato. Bisogna chiedere all’arbitro perché non mi ha dato la penalità. Io non c’entro niente. Non mi butto a terra di proposito. È solo che non riuscivo davvero più a stare in piedi“.
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