Guerrieri, prima semifinale Challenger a 27 anni: “Ci ho sempre creduto”

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Con Andrea Guerrieri il gioco di parole con il cognome è troppo facile, eppure se non lo si può ribattezzare ‘guerriero’ è perché vince sempre in due set e sembra che quasi non debba lottare. Partito dalle qualificazioni – dove in realtà un set l’ha perso – il ventisettenne di Correggio (la città di Luciano Ligabue) si è qualificato per la semifinale del Challenger Roma Garden con grande autorevolezza, superando per 2-0 avversari di spessore come Federico Bondioli, Arthur Fery e Filip Jianu.

È stato un buon match contro un avversario di ottimo livello. La chiave è stata riuscire a mettergli pressione, tagliare il campo appena possibile e farlo muovere” ha commentato a caldo dopo il 6-1 6-4 rifilato al rumeno nei quarti. Una vittoria doppiamente speciale perché gli ha permesso di raggiungere la prima semifinale Challenger della sua carriera. E se per qualcuno potrebbe trattarsi di un traguardo interlocutorio, non si può dire lo stesso per un giocatore che all’inizio del 2026 non era mai andato oltre la 500^ posizione del ranking ATP: “Significa tanto. Sono contento per tutto il lavoro che stiamo mettendo dentro, sia dal punto di vista tennistico che fisico. È bello essere ripagati con i risultati sul campo“.

Una delle chiavi del successo di Guerrieri è stata proprio l’aspetto mentale: “Ci ho sempre creduto, la fiducia non è mai mancata. Ovviamente ci sono stati dei momenti difficili, ma il pensiero che potevo raggiungere certi risultati e guardare con positività in alto c’è sempre stato“. Un exploit che secondo Andrea non è figlio di un match o un torneo in cui è scattato il famoso clic, bensì è merito di tutto il lavoro svolto insieme al team presso il Tennis Training Foligno: “Stiamo insistendo su diverse aree, sento i miglioramenti che arrivano“. E in particolare al suo coach, l’ex tennista svizzero Riccardo Maiga, con cui c’è un dialogo costante durante ogni match: “È una figura importante. Prepariamo insieme la partita prima e anche durante spesso mi fa accorgere di qualche aspetto che magari da dentro il campo fatico a vedere“.

«Qualificazioni Slam? Per il momento lo manterrei come sogno, ma lo si può porre anche come obiettivo» (Andrea Guerrieri)

Grazie alla semifinale centrata al TC Garden farà il suo debutto in top 300. Qualora dovesse battere lo spagnolo Pol Martin Tiffon (giustiziere di un nervoso Andrea Vavassori per 6-7 6-3 6-3), entrerebbe invece addirittura tra i primi 270. Ma anche se il suo debutto nel tabellone di qualificazioni di uno Slam non è così lontano, Guerrieri – che in passato aveva parlato di “sogno Wimbledon” – preferisce restare con i piedi per terra: “Per il momento lo manterrei come sogno, ma lo si può porre anche come obiettivo. Cercherò di mettercela tutta per cercare di incamerare sempre più partite a questo livello“.


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