Luis Alberto-Milinkovic può funzionare? Storie e accenni del centrocampo Sarriano

Luis Alberto-Milinkovic può funzionare? Storie e accenni del centrocampo Sarriano

Luis Alberto e Milinkovic possono giocare insieme? Questo è uno dei più grandi punti interrogativi che sono nati in questi primi mesi di Sarri in casa Lazio. La risposta in realtà sembra scontata. I due sono stati, negli anni, il vero e proprio traino dell’armata biancoceleste plasmata da Simone Inzaghi. Bastava l’assenza di uno dei due per mandare in tilt un sistema ormai consolidato e fatto di certezze. L’equilibratore per un periodo è sembrato essere Danilo Cataldi, risorsa da anni in casa Lazio ma riscoperta dallo stesso Sarri, che lo ha perfettamente inserito nei suoi piano, facendo così di Lucas Leiva una valida alternativa in panchina, data l’età avanzata che ha.

L’alternativa Basic

Nelle ultime uscite così come in un periodo a inizio anno il titolare è stato Toma Basic, giocatore voluto dal mister e che rispecchia alla perfezione la fisicità che ci vuole in mezzo al campo, avvicinandosi per caratteristiche al sergente. Sarri non lo ha mai considerato come un papabile mediano, nonostante lui lo possa fare bene, proprio per queste sue caratteristiche. Fare il vertice basso lo limiterebbe a un “compitino” che per le qualità fisiche e di inserimento che ha lo limiterebbero di certo, privando inoltre la squadra di un giocatore come Cataldi che con il suo modo di passare la palla e velocizzare in tal senso la manovra rispetta in ruolo non banale di fare da collante in fase di costruzione. L’acquisto Basic, probabilmente arrivato con l’intento di far fiatare uno dei due big del centrocampo laziale, si è trovato così catapultato in un sistema calcistico ritagliato proprio per lui.

E Luis Alberto?

Lo spagnolo è sicuramente uno dei fulcri del centrocampo laziale. Lo è ancora nonostante il suo minutaggio sia stato ridotto. Eppure, prendendo ad esempio le ultime due gare, la qualità portata in campo da Luis Alberto è stata tanta. La si è vista nel passaggio a Zaccagni contro il Genoa, uno degli assist migliori della stagione, ma anche con il gol allo scadere fatto al Venezia. Allora ci si chiede se la sua titolarità non debba forse essere più continua. Tutte domande che vanno a scontrarsi con la concezione di calcio che ha Sarri, in cui un equilibrio del centrocampo vale su tutto, anche a costo di rinunciare a una figura di rilievo. Il concetto di squadra passa anche da questo: il singolo viene e cadere nei concetti del mister. E se il fatto di entrare in campo a gara in corso quando ormai si sono creati gli spazi per la fantasia può giovare alla squadra, Sarri non può far altro che prendere queste decisioni a prima vista “drastiche”. Dunque, nuova vita per il mago? Non è detto. Il percorso è lungo e siamo solo all’inizio. Luis Alberto stesso, come detto in un’intervista, è convinto che nel tempo ci sarà da divertirsi e che la squadra crescerà. Ma è inevitabile che si percorrano anche strade non facili.

I centrocampi di Sarri

Nella sua storia da quando ha raggiunto la Serie A con l’Empoli Maurizio Sarri ha sempre messo in campo dei centrocampi la cui “fantasia” era data da un tasso tecnico e anche fisico comunque molto alto con un vertice basso abile in fase di passaggio e veloce in fase di costruzione. Il ruolo che sta ricoprendo quasi alla perfezione Cataldi è lo stesso che avevano Jorginho con Napoli e Chelsea o Pjanic alla Juventus. Non è un caso che si tratti di giocatori che si, hanno delle qualità in fase difensiva, ma che hanno anche ottimo tocco e visione di gioco. Il lavoro fisico e di inserimento inizia dopo il filtro del vertice basso. E’ per questo che Sarri, a costo di far girare bene le proprie squadre, delle volte in alcune partite ha potuto tenere fuori Hamsik a favore di Zieliński. Oppure al Chelsea, dove due giocatori come Kantè e Kovacic hanno avuto il dominio del centrocampo proprio per l’equilibrio creato attorno a Jorginho.

Può volerci del tempo per vedere un centrocampo compatto e conforme ai concetti del mister. Il fatto che Milinkovic-Savic sia un titolare inamovibile è ormai certezza. La presenza di Basic è un’ottima alternativa al mago che, se riuscisse a trovare la giusta conformazione all’interno degli schemi di Maurizio, potrebbe continuare a essere uno dei pezzi da 90 della Lazio.

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