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ESCUSIVA | Flachi: “Alla Lazio di Sarri serve tempo, sul mercato si è lavorato poco. Nell’operazione Vlahovic la Fiorentina ha fatto quello che doveva fare. Coppa Italia? Entrambe possono arrivare in finale”

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Dopo la sosta di un paio di settimane torna la Serie A. Uno dei due big match della 24° giornata vedrà protagonista la Lazio, che sarà ospite della Fiorentina. Entrambe impegnate nella rincorsa all’Europa, sono appaiate al settimo posto con 36 punti, a -6 dal quinto posto. Il mese di febbraio sarà ricco di impegni e decisivo per la squadra di mister Sarri, tra campionato, Quarti di Coppa Italia e Play-Off di Europa League. In vista del match in programma domani sera allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, la redazione di LazioPress.it ha intervista, in esclusiva, l’ex calciatore della Fiorentina Francesco Flachi. Con lui si sono affrontati diversi temi, dalla partita di domani al calciomercato, passando anche per i vari obiettivi delle due squadre per questo finale di stagione.

Si è conclusa la finestra invernale di calciomercato e, in casa Lazio, non sono arrivati i rinforzi che chiedeva mister Sarri. Oltre alle cessioni, è arrivato il solo Cabral nel reparto offensivo: può bastare oppure vede la squadra biancoceleste “incompleta” in qualche reparto?

“Sicuramente incompleta in difesa, perché dal centrocampo in su la Lazio è una grande squadra. A livello di mercato si è lavorato poco. Se mister Sarri aveva delle richieste, che non sono state effettuate, voleva far capire che c’era qualche problema, nel senso che la squadra andava migliorata”.

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La Lazio ha avuto un andamento altalenante fino a questo momento. Come giudica il lavoro svolto da mister Sarri e cosa si aspetta per questo finale di stagione?

“Io stravedo per mister Sarri, però bisogna dargli tempo. La Lazio è una squadra che è cambiata in tutto: da Inzaghi è passata a Sarri, dal 3-5-2 è passata al 4-3-3. Delle volte i sistemi di gioco possono portare ad un ritardo nei movimenti e nel memorizzarli. Io vi auguro che tutto il lavoro di Sarri possa venire fuori perché è un bravo allenatore. Quando le sue squadre giocano a memoria sono imprendibili”.

L’operazione di spicco in questo mercato invernale riguarda la Fiorentina, con la cessione di Vlahovic alla Juventus. Cosa pensa di questa cessione e quanto perdono i Viola senza il serbo?

“Si sapeva che Vlahovic voleva andare via, mancava di sapere solo se a gennaio o a giugno. È stata un’operazione in cui la società ha fatto quello che doveva fare, ha portato tanti soldi da investire sul mercato. È vero che la Fiorentina ha perso un giocatore, ma se la sua volontà era quella di andare via, è giusto che la società faccia le proprie considerazioni. Sappiamo la rivalità che c’è con la Juventus e, il suo approdo in bianconero, ha portato a qualche dispiacere. In questo momento poi la Fiorentina è una diretta concorrente della Juve, rinforzarla può portare a qualche problema.

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I Viola, in questo momento, sono un’ottima squadra, devono cercare di rimanere solo in quelle posizioni per ambire in futuro a qualcosa di importante per i tifosi, ma anche per la società”.

Per sostituire Vlahovic, la società ha rinforzato il reparto offensivo con Piatek e Cabral, ma anche con l’esterno Ikone. Sono i nomi giusti per non far rimpiangere il serbo?

“I nuovi arrivi sono giocatori che, per prima cosa, si devono adattare al modulo di Italiano ed al suo gioco. La Fiorentina è una squadra che nelle ripartenze può far male a chiunque, lo ha dimostrato. Le scelte sono state giuste e mirate per il modulo dell’allenatore”.

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Anche la Fiorentina, nell’ultimo periodo, sta avendo degli alti e bassi in termini di risultati e prestazioni. Come se lo spiega e dove può arrivare la squadra di Italiano?

“Il periodo del calciomercato non fa bene ai giocatori, perché ci sono tante voci, si parla di contratti, andare via, rimanere, quindi delle volte possono portare ad una deconcentrazione che influisce sul rendimento in campo. Tornando alla partita di Cagliari, la Fiorentina ha sbagliato un rigore ed una grande occasione davanti la porta, quindi si poteva portare a casa un risultato diverso. È riuscita a passare in Coppa Italia: delle volte ci sono situazioni che, anche a livello di concentrazione e motivazionale, non riesci a ripetere quello fatto in precedenza”.

Domani sera al Franchi si affronteranno proprio Fiorentina e Lazio: che partita ci dobbiamo aspettare?

“Mi auguro che sia una bella partita. Entrambe hanno gioco e qualità. La vittoria di una delle due metterebbe in una situazione, non dico definitiva, ma con dei punti da recuperare che non è mai facile, sia per la Lazio che per la Fiorentina”.

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Entrambe sono ancora in corsa in Coppa Italia e, settimana prossima, saranno impegnate nei Quarti di finale. Fiorentina e Lazio possono puntare concretamente a questo obiettivo? Quante possibilità ci sono?

“Guardando il campionato italiano c’è molto equilibrio. Chi arriva in fondo sono sempre le squadre che devono lottare per i posti di Champions o Europa League, quindi qualcosa possono lasciare e, se uno è bravo a sfruttare queste occasioni, può ambire veramente alla finale. Io credo che la Lazio e la Fiorentina hanno tutto per arrivarci, anche perché è una scorciatoia per arrivare prima in Europa. All’inizio non viene data importanza alla Coppa Italia, poi quando si arriva ai Quarti piace a tutti. Sono rimaste le più forti, si daranno battaglia per arrivare in finale”.

Classifica alla mano, le prime della classe viaggiano spedite, con le inseguitrici che provano a restare attaccate. Dove vede, a fine stagione, Lazio e Fiorentina?

“Prima di tutto mi auguro che centrino il piazzamento Uefa. Sicuramente si può dire che la Juventus sia rientrata, si è avvicinata alla zona Champions rispetto alle altre. Io penso che può essere un campionato in cui l’Inter vincerà, il Napoli appena rientreranno tutti può creare qualche fastidio ai nerazzurri, mentre il Milan non so se avrà ancora la continuità per rimanere attaccato, dipenderà anche dalle motivazioni. Poi riprenderanno le Coppe, a marzo ci saranno i Play-Off dell’Italia, quindi alcune squadra rischiano di pagare la stanchezza di qualche giocatore importante”.

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ESCLUSIVA | Udinese-Lazio, il doppio ex Fiore: “Immobile assenza pesante. Avrei voluto giocare in squadra con…”

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In attesa della prossima sfida di campionato UdineseLazio, la redazione di Laziopress ha contattato in esclusiva Stefano Fiore. L’ex giocatore ha indossato la maglia biancoceleste dal 2001 al 2004, vincendo una Coppa Italia. Prima di approdare nella Capitale è stato per due stagioni all’Udinese (1999-2001).
Queste le parole del doppio ex Stefano Fiore, prima della trasferta biancoceleste alla Dacia Arena.

Peserà più l’assenza di Immobile nella gara di domenica o quella di Zaccagni nella sfida di ritorno contro il Porto?
“Sono due ottimi giocatori, ma il peso specifico di Immobile in questa squadra è tanto. Sugli esterni, Sarri ha più alternative: l’assenza di Zaccagni può essere compensata in qualche modo con Pedro e Felipe Anderson. Immobile è troppo importante per questa squadra e nel mercato di gennaio non si è individuato un giocatore che potesse sostituirlo. Nonostante l’ottimo momento di Zaccagni, sarà un’assenza pesante. Ma meno, rispetto a quella di Immobile”. 

A tuo giudizio, quali sono state le difficoltà dell’Udinese in questa stagione?
“In generale, di aver avuto poco il giocatore più importante: Pereira. L’Udinese è soprattutto una squadra fisica che vive sulle giocate di Beto e sulle accelerazioni di Molina. È mancata un po’ di qualità; Pereira è quel giocatore che, soprattutto dopo la partenza di de Paul, doveva dare qualcosa in più all’Udinese. E questi infortuni – che lo stanno tartassando – hanno penalizzato il gioco della squadra”.

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Pensi che sia cambiato qualcosa nella Lazio nelle ultime partite?
“C’è da sottolineare la crescita esponenziale di Zaccagni: dopo gli infortuni che ha avuto, sta diventando un giocatore importante per la Lazio. E anche in prospettiva Nazionale. Negli alti e bassi, c’è una miglior attitudine nei giocatori; mancando Acerbi, credo che stiano cercando di fare sempre più quello che chiede Sarri. Siamo ancora lontani dalla sua linea ideale difensiva, ma la squadra si sta muovendo meglio”.

C’è un calciatore della Lazio attuale che avresti voluto in squadra quando giocavi?
“Ce ne sono molti bravi. Ti direi un esterno, in modo tale che io mi sarei potuto spostare nella zona più centrale, che mi si addice di più. Probabilmente la risposta sarebbe Felipe Anderson o Zaccagni”.

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Pronostico Udinese-Lazio.
“Non ci azzecco quasi mai, però credo che adesso la Lazio debba dare continuità. Udine è un campo difficile, considerando il momento della squadra di Cioffi. Vedo una Lazio favorita e mi aspetto una bella vittoria”.

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